Sono solo canzonette: discesa nella pattumiera italiana della nostalgia

Spesso, quando non so che scrivere, mi capita di sedermi al computer e cercare a caso videoclip del passato, in cerca d’ispirazione. Siccome, come ho già detto e ridetto, sono un nostalgico del periodo a cavallo tra i due millenni, mi sento la merda e il mio algoritmo di Youtube non è da meno: sono stato assalito da uno sciame di vecchie canzoncine italiane che pensavo di aver dimenticato per sempre, ma invece erano tutte là, in una buia spelonca, ad aspettare il momento più giusto per sgusciare fuori come vespe, pungere le mie masochiste orecchie e urlarmi di finire il libro delle vacanze (altrimenti la maestra si incazza) e non farmi inculare negli scambi di figurine coi compagni (altrimenti mi incazzo io… così, da solo, col me stesso più giovane).

Siete pronti per questo viaggio, guys? Ok, ma allacciate bene le cinture, che qui c’è il rischio di farsi male veramente.

ALEX BRITTI – La Vasca (2000)     

C’è da dire che Alex Britti i ritornelli li sapeva scrivere, eh. Sembrano tutti scritti da un minotauro metà animatore turistico metà catechista con un leggero ritardo nello sviluppo su un quadernone Pigna coi quadrettoni da ipovedente, ma minchia se ti si stampano nel cervello. Minchia se li ricanti sotto la doccia (o in una vasca, come in questo caso). La Vasca è un inno al cazzeggio, al divertimento per il divertimento, all’abbassamento del QI fino ai numeri negativi. Ma che bello sarebbe entrare nel video ed essere lì, in mezzo a quella marea di cazzoni disagiati che ridono, saltano, cantano, giocano coi gonfiabili, fanno la ola, si buttano in mare col maglione e si dimenticano della vita vera.

SYRIA – Se tu non sei con me (2002)

Accidenti che silhouette, signora Syria. Eh sì, in questo video la nostra popstar romana (non la sento più nominare da una ventina d’anni, sicuri sia ancora tra noi?) mostra un fisichetto veramente niente male, esaltato da un costume da Wonder Woman che le dà pure quel tocco trash che non guasta mai. Quindi fumetto, residui di patriarcato (il pezzo di lei che passa l’aspirapolvere sotto al divano e lo spolverino sulle foto oggi sarebbe materia da tribunale, per non parlare del verso “sono disperata se non sei con me”, mamma mia, una repressione che Torquemada scansate proprio), PIETRO TARICONE CHE FA SUPERMAN, il basso che slappa, un ritornello leggero, orecchiabile, spensierato, che cazzo volete di più, pillamatonna??

BIAGIO ANTONACCI – Iris (Tra le tue poesie) (1998)

Sta canzone mi fa incazzare. Ok, Biagio Antonacci fa schifo, ma non è questo il punto: il pezzo per il primo minuto FUNZIONA. C’ha sto giro di chitarra ipnotico (un po’ Stairway to Heaven del mercatino dell’usato, ma va che è una bellezza), una strofa intrigante, un sacco di pathos. Poteva rimanere su sto mood un po’ misterioso e un po’ malinconico, magari poi far uscire fuori che sta Iris a una certa dava di matto e si impiccava, si lanciava nel vuoto, si tagliava le vene, si impiccava, cascava, non contenta si lanciava nel vuoto, e veniva una roba figa. E invece no, un cazzo: il ritornello è veramente una mazzata nei coglioni intollerabile, con le solite stronzate banali sull’amore. Pure mezzo cacofonico, boh, una merda. È andata così, facciamocene una ragione.

DANIELE GROFF – Daisy (1998)

Eh no, gli Oasis non bastavano. Serviva la loro versione dell’Eurospin, coi testi che sembrano scritti dal matto del paese che ti si accolla mentre stai prendendo il caffè al bar della piazzetta. Daniele Groff sembra una di quelle squadre di calcio che vogliono fare il tikitaka come il Barcellona nel 2009 ma hanno due mozzarelle scadute al posto dei piedi e la rapidità nei movimenti di uno stegosauro morto. Daniele Groff è lo scemo della classe che ci prova con la più gnocca della scuola, davanti a tutti, all’assemblea d’istituto, ma, anziché un bacio a stampo, rimedia al massimo una sberla dalla suddetta. Però, almeno, c’ha provato, e gliene va dato atto. Ora che ci penso, tutti noi, in fondo, siamo stati almeno una volta nella vita Daniele Groff: impacciati, goffi, wannabe. Però, porco cazzo, che tristezza è IL FINTO CAMPO DI GRANO?!? Ma per favore, dai. A parte dove cazzo abiti, ma poi che cacchio di figura ci fai con Daisy? Portala, che ne so, al finto campo di marjuana. O al finto cinema. O al finto bar del paese pieno di matti che pensano di essere Noel Gallagher ma l’unico stadio che riempiono è quello della parrocchia.

LUNAPOP – Qualcosa di grande (2000)

Sto video mi ricordo che mi inquietava un po’ da ragazzino. Cesare Cremonini qui è un vero villain. La sua uscita dallo schermo del cinema poi fa sembrare Samara Morgan di The Ring una poppante che si è persa l’apparecchio. Per malvagità, spaventosità e follia un gradino sopra il Joker di Heath Ledger e uno sotto Hannibal Lecter.  

Mi fermo qua. Alla prossima discesa negli inferi, gente! (Gabriele Traversa)

9 commenti

  • Avatar di Cattivone

    vecchie canzoncine italiane che pensavo di aver dimenticato per sempre, ma invece erano tutte là, in una buia spelonca, ad aspettare il momento più giusto per sgusciare fuori

    Porca troia… davvero. Avevo rimosso tutta questa roba, poi leggendo l’articolo mi è tornato tutto alla memoria… a parte quella canzone di Syria che credo di aver visto di passaggio ma mai ascoltata.

    Alex Britti non l’ho mai sopportato. A qualcuno piaceva perchè era bravo a suonare la chitarra, a me quelle canzoncine irritavano. E poi si scopava Luisa Corna, il maledetto

    Un mio amico ascoltava Daniele Groff, diceva che gli piaceva “perché è proprio un coglione” e con questa consapevolezza ricordo che finii con l’apprezzarlo anche io.

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  • Avatar di Fredrik DZ0

    Egregio, più passano gli anni e più dò ragione al seppur fascio Montanelli: non ti manca quella musica di merda, ti mancano i tuoi vent’anni.

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  • Avatar di oldmaniac

    ricordo che in questo album di antonacci suonava la sezione ritmica degli extrema

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    • Finalmente un commento sensato
      Avatar di Finalmente un commento sensato

      Minchia ma per scegliere delle canzoni di merda per “nostalgia” potevi almeno sceglierne tra quelle che (per quanto merdose) avevano lasciato il segno (che so, le varie “50 special”, “Asereje”, “Blue (Da ba dee)”…

      ‘Ste cacate oltre ad essere brutte erano mediaticamente insulse anche all’epoca.

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    • Finalmente un commento sensato
      Avatar di Finalmente un commento sensato

      Cazzo ho scritto il messaggio nel posto sbagliato. Non era una risposta a “oldmaniac”.

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  • Fabrizio Papetti
    Avatar di MorHell

    Secondo me il masochismo è un tuo hobby in ABbondage 😂

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  • Avatar di weareblind

    Groff e Syria mai sentiti nominare. Antonacci è un mistero.

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  • Avatar di mark

    Ad aumentare l’aspetto fantozziano del video di Daniele Groff contribuiscono pure le immagini degli edifici sullo sfondo, soprattutto uno che somiglia parecchio a quello della megaditta in cui lavorava il ragioniere piu famoso d’Italia.

    Concordo sulle parole di Montanelli citate Fredrik, sicuramente erano anni molto più sereni perche eravamo giovani. Allora non vedevo il futuro nero come lo vedo oggi, anche se non tutto è andato a finire in merda: ad esempio l’immagine di apertura ci ricorda che Laetitia Casta era meravigliosa 25 anni orsono e tale è rimasta.

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