Le novelle metallare di Emma “The Principle of Evil Made Flesh” Perodi
Emma Perodi è una scrittrice toscana della seconda metà dell’800. La sua opera più famosa fu Le Novelle della Nonna. Fiabe fantastiche. Una raccolta di quaranta e passa storielle di fantasia che, quando uscì (1893), era destinata ad un pubblico di BAMBINI (!!!). Ma andiamo con ordine.
Interamente ambientate nel Casentino (quindi nel Nord della provincia di Arezzo), queste novelle, un po’ come Le mille e una notte, hanno la struttura del racconto nel racconto: c’è una famiglia contadina di quelle parti, i Marcucci (con i loro problemi, le loro beghe, le loro tresche a far da cornice), che, come tradizione impone, ogni domenica sera d’inverno, si riunisce intorno alla loro vecchia nonna (Nonna Regina) per ascoltare una storia. Ogni domenica una nuova storia. Tutti intorno alla vecchia, davanti al focolare.
So che, mentre leggete, sentite già il tepore di un salotto rustico in un antico casale di campagna, lo scoppiettare del camino acceso, le ombre della vecchia curva su sé stessa per il peso degli anni e dei nipotini seduti per terra intorno a lei che si stagliano sulla parete, il calore ristoratore delle coperte di lana fatte all’uncinetto da una giovane nuora, il rumore metallico della banderuola mossa dal vento.
Bello, eh? Chissà di quali amor cortesi ci narrerà la vecchia nonnina; di quali cuccioli di cane da salvare dalla tormenta, di quali orfanelli hanno smarrito la strada che da Bibbiena va Poppi e che poi, con l’aiuto di Dio, ritroveranno, di quali bambini disubbidienti sono prima fuggiti di casa e dopo sono tornati dalle loro mamme, riabbracciandole in lacrime.
Si, certo, come no. Le novelle di Nonna Regina, in realtà, sembrano scritte da Dani Filth fatto di crack con la supervisione di Edgar Allan Poe dopo due bocce di Cognac. Una siringa di gotico ed horror non filtrati da prendere e piantarsi nelle vene.

Diavoli vestiti da frati che seminano il panico nei borghi di campagna, facendo una carneficina; giovani donne che tradiscono il promesso sposo morto e vengono perseguitate dallo spettro del cadavere di quest’ultimo; topi e corvi necrofagi che in realtà sono maghi trasformati in animali. E poi streghe, incantatrici, sangue, cimiteri, sepolture premature, cadaveri che scompaiono, croci. Il tutto ambientato in un Casentino medievaleggiante, superstizioso, bigotto, oscuro e boscoso.
Sì, quello stesso Casentino dove i vostri genitori oggi vanno a fare turismo enogastronomico e tornano a casa la domenica sera con le salsicce di cinghiale. Cinghiali che ovviamente, inutile specificarlo, sono stati sacrificati a Satana in una notte di tempesta mentre una vergine fedifraga perdeva il senno alla vista del teschio pieno di vermi del fidanzato tradito.
Esistono varie edizioni di questa raccolta di novelline tenere e confortevoli da leggere ai vostri figli e nipoti.
Almeno una di queste deve essere vostra.
In caso contrario, sappiate che il Dio Metallo non vi perdonerà (Gabriele Traversa)

Ce l’ho, era di mia nonna. Un librone grosso grosso. Che ricordo m’hai sbloccato…
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Ehhh io ci sono cresciuto con questa merda 🙂 Per la precisione erano le favole dei fratelli Grimm, ma mi sembra sia la stessa cosa made in Abyss Studios. Ci aggiungerei anche “Storia di una madre” di Andersen (si`, quello del soldatino di stagno), con quella che si cava gli occhi e si strappa i capelli per ritrovare il figlioletto e finale super frostbitten
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“Un Casentino medievaleggiante, superstizioso, bigotto, oscuro e boscoso”.
È ancora così.
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Ma comprato tipo subito! Grazie 🤩
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