Nocturnal Depression // Sedna // Carcharodon @Ziggy Club, Torino – 12.01.2024
Dopo aver percorso migliaia di chilometri in vita mia per partecipare ai più disparati concerti, per la prima volta mi trovo nella situazione previlegiata di poterci andare a piedi in un quarto d’ora. Allora si va, complice anche il fatto che stranamente non dovevo lavorare. Allo Ziggy Club, piccolo e raccolto localino torinese, suonano i Nocturnal Depression nel tour del ventennale. Aprono due gruppi italiani di sano underground.
Capisci che la serata si sta mettendo sulla strada giusta quando salgono sul palco i CARCHARODON, che hanno un nome che rievoca black metal atmosferico d’ispirazione tolkeniana e invece manco per l’anima: il loro è un death’n’roll tutto divertiamoci-e-facciamo-casino quanto si può e meglio che si può. Già l’introduzione “siamo i Carcharodon e ci puzza il cazzo” mette di buonumore, tutto il set è a prova di bomba e scatena anche un discreto moshpit (stigmatizzato come sempre da quei delusi dalla vita che non hanno ancora capito che ai concerti ci si va per divertirsi, quindi basta che nessuno si faccia male e vale tutto). È l’unico pogo di tutta la serata, ma è la proposta musicale che lo chiama. Una quarantina di minuti di sano metal ben fatto, suonato bene e con suoni praticamente perfetti, cosa che – per essere in un posto di dimensioni così ridotte – mi sorprende in positivo. Formazione a tre chitarra/basso/batteria, ma con un casino come fossero in centomila. Le parti vocali se le spartiscono i due axemen, testi scanzonati di alieni pervertiti e quant’altro, una proposta semiseria che prende a pesci in faccia nomi ben più blasonati. Veramente bravi, meritevoli di supporto, complimenti e credo modo migliore per aprire la serata non avrebbe potuto esserci.
Cambia mood, le luci si abbassano ad un blu soffuso, suonano i romagnoli SEDNA che godono anche loro di suoni notevolissimi. Il loro black spesso rallentato ai limiti dello sludge è molto evocativo e d’effetto, anche se a mio personalissimo parere dal vivo rende meno del suo effettivo valore. Ma anche il loro concerto è più che valido e non ci si annoia di certo. Gran parte del pubblico (numeroso, il locale è quasi pieno) partecipa con grande interesse anche se, come proclamato dai più, il vero motivo della loro presenza sono i NOCTURNAL DEPRESSION, gruppo DSBM francese che festeggia i vent’anni di attività e inizia a suonare intorno alle 23.
Quello dei transalpini non è solamente un concerto, è un rituale che ti entra nella mente e nel corpo e lascia basiti per quanto le loro composizioni siano belle, emozionanti e coinvolgenti anche in sede live. Vengono spesso i brividi, la mente richiama immagini di campi nebbiosi in pieno inverno, gelidi ed intorpiditi dalla “mala stagione”. I Nocturnal Depression fondono nei loro pezzi melodie così intense, così evocative che è impossibile rimanere indifferenti. Alla fine, quando si riaccendono le luci, il banchetto del merchandise viene preso d’assalto. Sono piaciuti a tutti, del resto sarebbe stato impossibile il contrario. A stima mi vien da dire che c’erano un centinaio di spettatori, che per un concerto simile non sono affatto pochi.
Una bella serata, è valsa la pena alzare il culo ed andarci. E pace se pensavo di aver chiuso con i concerti, solo gli stolti non cambiano mai idea (per onestà va detto che se avessi dovuto montare in macchina e guidare non credo che l’avrei fatto, ma quando ti organizzano un concerto così praticamente sotto casa… ma quando mai è successo?)
Special thanks ai gruppi che hanno suonato, ai vecchi amici, a chi ha scambiato due parole con me e a chi è venuto. Hails, keep on rockin’. (Griffar)
(PS: per rimanere aggiornati sui concerti nel Nord Italia consultate la nostra agendina concertistica padana, ndbarg)



Mi spiace essermi perso i Charcharodon, Sedna sempre ganzi poco da dire. Nocturnal Depression grandissimi, non sono mai stato un grande adepto ma hanno fatto un super concerto. Bello bello.
Torino si sta risvegliando sul metallo estremo ed è bellissimo vedere che la gente risponde! Ci sono un bel po’ di belle robe nei prossimi mesi (e poi a maggio il pazzesco church of crow doom fest a Pinerolo che cazzarola se non ne scrivete vi mando un report io)
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Occhio: se la formazione è a tre, difficile che ci siano due chitarristi… comunque grazie.
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È un typo di traduzione di wordpress, nell’originale ho scritto axemen perché negli anni ’80 anche i bassisti si chiamavano “asce”. Hola!
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Ok, me lo ricordo bene!
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Errore mio, correggo subito.
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