Avere vent’anni: JESU – st
Il torpore dell’esordio della band fondata da Justin Broadrick dopo lo scioglimento dei Godflesh esprime l’inquieta rassegnazione di chi non si aspetta più nulla dal domani.
Continua a leggere
Il torpore dell’esordio della band fondata da Justin Broadrick dopo lo scioglimento dei Godflesh esprime l’inquieta rassegnazione di chi non si aspetta più nulla dal domani.
Continua a leggere
Piatto, stanco e mediocre. Il peggior album di Garm e soci, che tradiscono loro stessi allineandosi alle modalità di fruizione immediata e atomistica della musica odierna.
Continua a leggere
È il miglior disco degli svedesi dai tempi di (almeno) Ghost Reveries. Ma non per il growl o il “ritorno al metal” ma perché finalmente sono di nuovo loro stessi e non una cover band progressive.
Continua a leggere
Il primo album dopo sedici anni è il più riuscito dai tempi di Wish, una rivendicazione di inattualità e lo sconfortato racconto di un presente che è soprattutto una conta dei lutti.
Continua a leggere
Noise doloroso, sludge raggelante, storie di degrado assoluto. La notorietà non li ha ammorbiditi, anzi. Ma c’è qualche ricordo del grunge e del nu metal che furono.
Continua a leggere