Cinquantenni ancora piacenti: NEIL YOUNG – On The Beach
La conclusione della “ditch trilogy” è un album intenso e doloroso, che contribuì però a far uscire l’artista canadese dal baratro in cui era piombato.
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La conclusione della “ditch trilogy” è un album intenso e doloroso, che contribuì però a far uscire l’artista canadese dal baratro in cui era piombato.
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Ancora meglio del precedente Success, e non era un’impresa semplice. A emergere è la vena krautrock e psichedelica ma la forma canzone non viene sacrificata, tutt’altro.
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Un parterre di ospiti stellare per un disco che, pur non toccando più certe vette di lirismo e intensità, resta l’ultimo grande album di un artista che ha lasciato un vuoto immenso.
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Il nuovo lavoro di Corgan e compagni era stato annunciato come un ritorno agli anni ’90 e già qui ci stavamo mettendo le mani nei capelli. E invece, sorpresa, non è così male.
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Il duo di Liverpool, al secondo album, abbandona gli echi bristoliani con uno zibaldone del meglio dell’indie americano anni ’90. Una colonna sonora perfetta per lunghi viaggi in auto sotto il sole.
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