Gli ETERNAL CHAMPION sono vivi (ma della salute sappiamo poco)

La notizia è di quelle da far tremare i polsi: è uscito il nuovo disco degli Eternal Champion. Un attimo, no, sono solo due pezzi. Eh, sì, però durano molto, 13 e 18 minuti, più di mezz’ora, un album breve. Due suite? Due facciate di vinile? Manco il tempo di porsi la metà delle domande appena trascritte che Friend of War è in cuffia. E insomma, amici cari, che sono anni ormai che aspettiamo notizie dei texani (sempre saltuariamente attivi dal vivo): è dai tempi di Ravening Iron, 2020, e io ancora non scrivevo qua, mi pare. Però c’è poco da strapparsi le vesti, per ora. Friend of War, il lato A, non va all’assalto all’arma bianca. Ci mancherebbe, non è che vogliamo solo quello. Cerca altre strade, forse narrative, forse progressive. Va un po’ a destra, un po’ a sinistra, resta un brano epic, ma si capisce poco dove voglia andare a parare. Un po’ di relativa raffinatezza, ma non è che sia tutto questo che. La voce nasale di Tarpey non è che sia proprio il massimo, quando serve un po’ un altro respiro. Comunque è il pezzo che non stravolge, a tratti con passaggi sicuri, ok, a tratti si osa un po’, ma non troppo. Poi ci sono quei momenti ambient che smorzano quel poco di tensione che s’era creata. Oh, boh, saranno passaggi. Eh no.

La successiva Yslsl sono diciotto minuti di ambient o dungeon synth o giù di lì, con organi e campanellini. Roba che dopo tutta questa attesa ti strappa qualche improperio. Una trollata, ha detto Ciccio. Non so, magari il disco nuovo è pronto e i due brani più ingombranti e meno riusciti li hanno fatti uscire prima per vedere se siamo attenti. Ebbene sì, siamo attenti e aspettiamo un cazzo di album nuovo da troppo tempo e deve essere una mazzata o un mezzo capolavoro come minimo. Niente di meno. Anche perché dal 2020 ad oggi ne abbiamo vista tanta di concorrenza tirare fuori dischi eccellenti. Non mi pare il caso di deludere. E speriamo non ci deludano, gli Eternal Champion. Per ora restiamo tra il basito (F4) e l’interdetto. (Lorenzo Centini)

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