R.I.P. Niké Arrighi [1944-2025]

La contessa Marcella Elena Niké Arrighi, figlia di un nobile e diplomatico italiano, è cresciuta a Sidney, dopo che i genitori vi si sono trasferiti, causa anche i disastri della guerra mondiale (il padre fu imprigionato dai tedeschi, ritenuto un traditore). Io l’ho vista per la prima volta in un episodio de Il Prigioniero, quello di “I’m not a number! I’m a free man!”, tanto per intendersi. Era il 1967, no, non quando l’ho vista io, ma quando Nike Arrighi comparve per la prima volta su uno schermo, nei panni di una zingara misteriosa. Molti anni dopo, per me fu uno shock vederla sullo schermo: assomigliava incredibilmente a quella tipa per cui al liceo avevo una cotta stordente. Una specie di doppelganger. Decisi che volevo saperne di più e di indagare.

Così la ritrovai co-protagonista nel classicissimo Hammer The Devil Rides Out, del 1968 a fianco di Sua Maestà Sir Christopher Lee, lì particolarmente magnetico, lui. Ma anche lei, oggetto delle perfide brame di pericolosi cultisti demoniaci. A proposito, quel film l’avevo già messo in copertina per il pezzo sui Black Spell, però in quel fotogramma non era la Arrighi a fare da puntaspilli. Poi recuperai anche Countess Dracula, 1971, sempre Hammer, per cui atto dovuto in partenza. Protagonista Ingrid Pitt nei panni di una simil-contessa Bathory, alla vera contessa Arrighi toccavano invece ancora i panni di una zingara veggente. Parte piccola, ma sufficiente. Ho letto che ha anche avuto dei ruoli in due capolavori di Ken Russel, in Donne in Amore e ne I Diavoli, uno dei miei film preferiti, ma davvero non ricordo che parte avesse.

Nel 1974 è la volta de Il Profumo della Signora in Nero, horror inquietante post-argentiano di Francesco Barilli, tutto ambientato a Roma, nel quartiere Coppedé. Cambia Paese, cambia industria, ma anche stavolta alla Arrighi tocca la parte della veggente. Poi per poco non toccava invece Fellini, che magari le avrebbe offerto una parte da zingara, ma la contessa Marcella Elena Niké Arrighi preferì invece il matrimonio, sposando un ingegnere, il principe Paolo Borghese, primogenito del (a sua volta) principe Junio Valerio Scipione Ghezzo Marcantonio Maria Borghese. E io sono contento che dal 1946 in Italia i titoli nobiliari non abbiano proprio alcuna valenza giuridica o istituzionale, ci mancherebbe altro.

Abbandonando il cinema e la recitazione, la principessa Niké Arrighi Borghese ha prima seguito il marito in Hong Kong, dedicandosi alle arti figurative, poi si è arroccata nel palazzo dei Borghese sulle pendici della vertiginosa Artena, nel Lazio, dove ha trovato la morte restandone (credo) unica abitante. Se fosse stata davvero il doppelganger (temporalmente sfalsato) di quella ragazzetta proletaria che ai miei tempi non mi ha mai dato nemmeno una possibilità non l’ho mai scoperto. (Lorenzo Centini)

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