Frattaglie in saldo #60

Dopo che questa rubrica non esce da circa un anno, mi approccio a scriverci per la prima volta parlandovi di tre chicche death metal recenti perchè, al contrario di quanto Monteiro Rossi disse al dottor Pereira nel libro Sostiene Pereira, a me non interessa la vita.

I 200 STAB WOUNDS sono un giovane quartetto di Cleveland, la città più derisa d’America. Di per sé è talmente brutta che viene definita the mistake on the lake e negli anni ha tentato parecchie volte la ribalta, ma i tentativi hanno finito per peggiorare la situazione, per lo più. Dopo che nel 2018 LeBron James lasciò i Cavaliers, squadra NBA della città, a Cleveland è rimasto ben poco di cui andare orgogliosi. I 200 Stab Wounds nascono esattamente l’anno dopo l’abbandono del cestista. Che siano stati mossi dalla voglia di rinvigorire il perduto orgoglio cittadino? Dopo un primo disco un un po’ acerbo ma tuttavia divertente arrivano al secondo freschi di contratto con la Metal Blade. Fermi. So che questo potrebbe far storcere il naso ma questo disco, Manual Manic Procedures, è decisamente un buon salto di qualità per i ragazzi. Il loro death metal groovettoso si è evoluto e la band è maturata, sicuramente grazie proprio all’etichetta californiana. I pezzi sono molto dinamici, hanno strutture diverse tra loro, mai banali e l’ascolto è veramente coinvolgente. Ci sono riffoni, cambi di tempo, pezzi strumentali, parti hardcore. Il risultato è un disco davvero godibile, e la mezz’ora di durata scivola via talmente velocemente che vorrete subito riascoltarlo. Defiled Gestation, con quello stacco ritmico alla Domination dei Pantera, è veramente una figata.

Spostiamoci in Texas dove uno degli slogan più famosi laggiù è don’t mess with Texas, ovvero non fare lo stronzo con noi. Lo stesso potrebbe valere anche per il nuovo disco dei PNEUMA HAGION. Prodotto dall’italiana Everlasting Spew Records il loro death metal è da prendere sul serio. Le parti più lente trasudano zolfo. Le parti più veloci hanno un carattere freddo, gelido, assassino. L’album From Beyond, terzo dal loro esordio nel 2020, dura 24 minuti e tanto basta, perché la pesantezza intrinseca delle composizioni opprime come un macigno sullo sterno. Non troverete canzoni memorabili qui, ma se come me apprezzate un disco anche per l’atmosfera che riesce a creare allora siete nel posto giusto. Se mi concedete un consiglio di abbinamento, prendete e guardate le immagini dell’inferno dantesco disegnate da Dorè e mettete in cuffia questo disco. Ne sarà la perfetta colonna sonora.

Esce invece per la mia adorata Maggot Stomp il secondo marcissimo disco dei COFFIN ROT, sempre americani ma di Portland, Oregon, zona diventata un’interessante fucina di band estreme. Dreams of the Disturbed è portatore di un death metal molto variegato che va dai mid-tempo ritmati alle accelerate skank beat, dagli hammer blast ai bomb blast tipici del genere. I riff sono portentosi e la band sprigiona un energia veramente incredibile lungo tutto il disco. Non ci sono intro a rompere le palle. Il disco si apre subito con un bell’AAAAAAAAAAAAAHHHHH in scream e poi con un bell’UUUUUUUUUUUUUHHHHH in growl e subito via al macello. La canzone si chiama Slaughtered like Swine. Fate voi. La band ha sicuramente margine per crescere ancora a livello compositivo e strumentale ma visto come sono venute le cose su questa seconda prova è lecito aspettarsi un terzo disco veramente notevole. Fatene la conoscenza per il momento e teneteli d’occhio se passano per le vostre zone, se non altro perché dal vivo questi sono capaci di fare sfaceli. (Luca Venturini)

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