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We who are (not as others)

robTrainspotting: salentino d’origine e più o meno stabilmente nella capitale sin dagli esordi universitari, attorno ai vent’anni, girando per strada, veniva sovente scambiato per un malato terminale in fuga da qualche nosocomio sanitario, complici la magrezza devastante, l’andatura dinoccolata, una zazzera di capelli ultra ricci garnier tenuti con un elastico a mo’ di cipolla sul testone sovrabbondante, l’incarnato pallido da adoratore delle tenebre e frequentatore di sabba e, da ultimo, lo sguardo allucinato da ascoltatore del black metal più nero con l’occhio sinistro e quello ammiccante tipico dell’amante delle sonorità tipicamente gay del power metal alla Freedom Call con l’occhio destro, allucinante dicotomia che si porta dietro tutt’ora e che gli dona un certo strabismo di Venere, invero piuttosto inquietante.

ciccio_coughCiccio Russo: cagliaritano trapiantato a Roma, convive con Trainspotting (in camere eterosessuali separate) in un lussuoso trilocale con vista sulla Stazione Tiburtina, la cui cucina inabitabile ospita le presunte riunioni di redazione di Metal Skunk, in realtà sordidi consessi enogastronomici con i Grave Digger di sottofondo. A 15 anni, invece di pensare alla fica, intraprende una brillante carriera di fanzinaro e tape trader, per poi approdare nello staff di Metal Shock, dove raggiunge l’apice della sua storia professionale vomitando sul palco durante un concerto dei Kurnalcool a Senigallia. Afflitto da una devastante sindrome di Asperger, trascorre metà della sua giornata lavorativa su Blabbermouth in cerca di spunti utili per il blog e l’altra metà a tentare di convincere gli altri collaboratori a farci dei pezzi. Scrive soprattutto di death metal e stoner/doom ma il suo vero amore è il thrash Bay Area.

carloCharles: si presenta come un minaccioso energumeno meridionale grande e grosso, ma in realtà passa il tempo a giocare coi suoi due chihuahua vestendoli con cappottini rosa e tutù. Alle scuole medie era come il cattivo di Karate Kid, tanto che diventò il capo di una gang di bulli che eseguiva i suoi ordini senza fiatare. Da grande, approdato ormai a una nota università di fighetti, a causa della mancanza di futuri camorristi da comandare a bacchetta è stato costretto a sporcarsi le mani personalmente, ribaltando i malcapitati a testa in giù e, nelle grandi occasioni, gettandoli nel cassonetto della spazzatura. Nonostante i suoi gusti musicali, si hanno discrete certezze che sia eterosessuale.

???????????????????????????????Stefano Greco: stimato professionista e responsabile padre di famiglia durante il giorno, al calar delle tenebre diviene calcettaro amatoriale e occultista fai-da-te. E’ un devoto fedele al culto del riff, predilige stoner, doom, rock settanta e i classici del metallo, detesta il jazz. Membro più anziano dello staff, viene per questo venerato come un maestro di vita dal resto dei redattori, che gli hanno conferito la carica di Stregone Fumogeno, in coerenza con il ruolo di sciamano in un villaggio tolteco svolto in una vita precedente. Soffre della sindrome di Tourette e ha una passione insana per il sedere di Kim Kardashian.

vitelloMatteo Ferri: nasce nell’unica, autentica, perla della Toscana e Capitale Mondiale della Cultura in una tiepida domenica di settembre. Mosso dalla passione socialista, si unisce ai carri armati sovietici durante la rivoluzione di Budapest e, successivamente, ai Khmer Rossi in Cambogia. Nel sud-est asiatico si appassiona di etnomusicologia, cucina e tecniche di tortura sui dissidenti politici. Rientrato in Italia, sublima queste tre passioni nella pratica quotidiana dell’ascolto di gruppi black metal e folk metal, rigorosamente provenienti dalle più remote regioni del mondo. Si nutre di locuste, miele selvatico e moussakà.

pierPiero Tola: nasce a Casteddu nel giorno in cui fu fatto l’attentato a Papa Giovanni Paolo II. Trascorre un’infanzia serena a combattere coi cinghiali nella foresta di Monte Arcosu, riparandosi di tanto in tanto in qualche grotta per mangiare montone arrosto. Uno dei pochi contatti con la civiltà avviene nei fine settimana, quando va in Curva Nord per seguire il Cagliari. Irriducibile fruitore del death metal più truculento e occulto, e’ votato al culto del Casu Marzu e dell’acquavite multiuso (imbriaghera + sturalavandini). Nel tempo libero va a caccia di donne di eta’ non inferiore ai 50 anni e non disdegna l’esercizio fisico. Pratica con discreti risultati il calcio storico fiorentino e la pelota azteca.

lbLuca Bonetta: nato nel profondo delle Dolomiti in una piccola città di provincia, trascorre un’infanzia spensierata tra battute di caccia al cervo e sagre degli alpini. A 10 anni la folgorazione e il matrimonio doveroso con la musica del demonio. Appassionato di anatomia alternativa e blasfemie assortite, convinto fermamente che Chris Moyen sia il nuovo Michelangelo, il sodalizio con il death metal e con (quasi) tutte le sue varianti prosegue lieto. Studente di Storia, sogna un futuro brillante come clochard o, eventualmente, come rapinatore di minimarket. È stato assunto (dopo una durissima prova d’ingresso che comprendeva, tra le altre cose, domande a risposta multipla sui testi dei Deicide e saggio breve sull’epistemologia del death svedese) per sfatare il luogo comune secondo il quale Metal Skunk è un blog scritto e letto solo da terroni.

ccCesare Carrozzi: fisicamente è l’incrocio tra il Laurence Fishburne di Matrix e il Marlon Brando di Apocalypse Now. Spauracchio dei forum metal e terrore dei disadattati, ha uno scopo principale nella vita: far rendere conto ai soggetti di essere dei soggetti. Nel fare questo, non si accontenta di sfotterli ma si impegna a spiegar loro nei minimi dettagli perché le cose che dicono sono delle fesserie ed è capace di stare lì una giornata intera a catechizzarli fino a che, sfiniti, ammettono di essere dei soggetti. Conduce una vita da libro fantasy aggirandosi tra i boschi del Gran Sasso, inforcando la sua chitarra di fuoco e i suoi Ray-Ban a specchio che incutono tanto timore nei lupi che incontra durante il suo bucolico peregrinare. Amante dei robottoni giganti che combattono contro i mostri degli abissi e appassionato di astronavi che si sparano addosso, nel tempo libero spacca la legna a testate.

Enrico Mantovano: Persona apparentemente rispettabile, nonostante una chioma e una barba dalla crescita anarchica e selvaggia che lo fa assomigliare a una versione miniaturizzata di Wolverine – personaggio con cui, tra l’altro, condivide un certo livello di cazzimma anche se fa di tutto per tenere celata questa peculiarità, confondendo i suoi nemici mediante un tono della voce sempre pacato e assennato. Coltiva una feticistica e maniacale passione per il collezionismo di tutto ciò che può essere anche solo vagamente collegato alla sua musica: vinili rari, picture disc, autografi, magliette, poster, setlist dei concerti, unghie dei piedi di un grande cantante, caccole del naso di un famoso chitarrista, tampax usati da una certa batterista. Costantemente in bilico tra Paradiso e Inferno, tra canti gregoriani e musica del Demonio, tra ostie consacrate e capretti al forno, riconosce in Matt Pike e Clemente Mastella i suoi principali punti di riferimento e modelli di vita.

Edoardo Giardina: Bassista fallito, è un esponente della generazione di metallari che si è avvicinata al genere quando la crisi della carta stampata era già in stato avanzato. Di origini venete e siciliane, nato nella nebbiosa Brianza, si è poi spostato a Roma per studiare. In assenza di un’identità, cerca quantomeno di immedesimarsi nel disagio dei suoi amici immigrati di seconda generazione e di radicalizzarsi. Non potendo unirsi all’Isis ha comunque accumulato anni di servizio nella Vedetta lombarda e preso più volte parte alla rievocazione della battaglia di Legnano. Inizialmente era rimasto ammaliato dall’arroganza del progressive e dei generi più tecnici per poi spostarsi verso sonorità doom. Per unire tutti le sue passioni ha intenzione di creare un gruppo progressive doom con influenze folk che giri le feste di paese suonando concept album sulla Sicilia araba.

 

15 commenti leave one →
  1. 10 giugno 2014 12:51

    cazzo, ma quando è stata inserita questa sezione..bo devo smetterla di drogarmi

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  2. lukasbrunner permalink
    12 giugno 2014 15:17

    “una parete sghemba, lovecraftiana” vi meriterà in premio una bella casetta a Ulthar dopo morti!

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  3. hellspawn permalink
    7 luglio 2014 16:27

    solo ora scopro chi c’è dietro questo fantastico Blog… ho avuto l’onore di viaggiare con voi per un metal camp di qualche anno fa… E ricordo uno dei dei più bei complimenti che mi sia mai stato fatto che arrivò da Ciccio:” ohi, ma te porti solo magliette di morti squartati?!” :-P Vediamo se ricordate con chi eravate…

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  4. Max Coerenza permalink
    12 luglio 2014 22:53

    Complimenti Ragazzi e non andate in ferie!

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  5. sergente kabukiman permalink
    23 ottobre 2014 14:01

    da dove esce sta cosa?è stupenda!

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  6. blackwolf permalink
    21 marzo 2017 20:19

    ” Per unire tutti le sue passioni ha intenzione di creare un gruppo progressive doom con influenze folk che giri le feste di paese suonando concept album sulla Sicilia araba.”
    Questa è persino meglio di quando un mio socio, durante la mia adolescenza di fattanze e disagio, mi propose di mettere su un gruppo che lui definiva “psychedelik-techno-black-nu metal” (il nu serviva solo per attirare i pischelletti e avere più pubblico e riguardo al psychedelyk- techno, penso fosse colpa della sua fissa per gli Aborym), dove avremmo dovuto suonare vestiti da faraoni egiziani (non so ancora il perché) e avremmo dovuto chiamarci Alpha Draconius (anche qui..perchè???) A voi non farà ridere come a me, ma aveste visto e conosciuto il soggetto, la sua mimica e la sua eloquenza, sarebbe una cosa che come me, quasi vent’anni dopo, non avreste ancora scordato…
    Comunque, sapessi suonare qualcosa, mi unirei alla band di Edoardo al volo!!

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  7. Dany Flirt permalink
    3 aprile 2017 10:09

    Salve redazione. Sono un nuovo iscritto che dopo aver letto per caso un articolo, spulciando poi ossessivamente gli altri, si e’ sentito come ad un incontro di alcolisti anonimi. Mi chiamo Daniele ho 38 anni e sono alcolizzato….ops METALLARO se ancora questo ha un senso…..

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