Category Archives: From the dark past

ContrAppunti Prog #1

Cosa è ContrAppunti Prog: uno spazio dedicato alla Progressive italiana; un appuntamento (si spera) fisso dove riscoprire e approfondire piccoli capolavori del rock nostrano più o meno noti; un salto in un passato musicale che va dalla fine degli anni ’60 alla fine dei ’70. Cosa non è ContrAppunti Prog: una rubrica per esperti, collezionisti e maniaci del Prog curata

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TIAMAT – “Wildhoney” (Century Media, 1994)

Non posso negare la difficoltà nell’approcciarmi ad una recensione su Wildhoney. Pur essendo fortemente motivato a farlo non so proprio da dove cominciare. Mi affiderò al flusso di coscienza dei paradisi artificiali. Per apprezzare appieno Wildhoney bisogna avere tanto tempo a disposizione, tantissimo. Inoltre, ai fini di un proficuo ed intenso ascolto e riascolto, la liturgia consiglia anche l’assunzione massiva

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MAD SEASON – “Above” (Columbia, 1995)

Come in letteratura esistono i romanzi di formazione così pure nella musica troviamo degli album che, per innovazione, bellezza intrinseca e portata storica rappresentano delle pietre miliari dalle quali, volendo o nolendo, non si può proprio prescindere. Uno dei cardini del rock contemporaneo è Above, un prodotto del super combo grunge denominato Mad Season. Fu veramente una stagione folle quella

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Una storia di Mike Patton. Terza parte – 2001-2002

L’esordio della nuova creatura di Patton esce meno di quattro mesi dopo The Director’s Cut: loro sono i Tomahawk, band nata “per corrispondenza” dallo scambio di nastri con l’ex chitarrista dei Jesus Lizard Duane Denison, la line-up completata da Kevin Rutmanis (ex-Cows, allora bassista dei Melvins) e un John Stanier pre-Battles che dopo la dissoluzione degli Helmet tirava a campare

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Scheletri nell’armadio: ROTTING COCK – My Sister Is Dead And I Fuck Her Corpse Every Day (Honore Records, 2007)

Dopo una delle consuete “cene trash”  nell’attrezzatissima sala riunioni di Metal Shock (la mia cucina inabitabile), io e Charles stavamo facendo un giretto su internet alla ricerca di altre copertine deteriori  da inserire nella prossima puntata di Fartwork. Ovviamente a un certo punto è stato inevitabile concentrarsi su un genere tra i più sollazzevoli che la nostra musica preferita ci

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