La lista della spesa di Griffar: quattro EP tagliati sottili

Andiamo in Grecia con The Furrow of Woes, l’EP degli A DIADEM OF DEAD STARS che contiene due brani di cascadian black metal per circa un quarto d’ora di musica. ‘Sti EP stanno diventando un flagello, sembra quasi che i gruppi abbiano paura a scrivere un full length come dio comanda, specialmente quando non sei più un gruppo alle prime armi. The Pilgrim, factotum di questa one-man band (oltre ad altri progetti fuori e dentro il metal), con questo monicker ha già all’attivo due full album, due EP – questo è il terzo -, vari demo e altra roba sparsa. Accontentiamoci, allora, benché un quarto d’ora di musica sia abbastanza pochina per convincere qualcuno che non li conosce a dargli una chance; se non li avete mai sentiti nominare e vi state chiedendo se il nome vi ricorda qualcosa questo qualcosa molto probabilmente è il debutto di Wolves in the Throne Room, A Diadem of Twelve Stars. Musicalmente parlando ci siamo abbastanza vicini, almeno come impostazione dei brani: black/post black metal con una notevole quantità di inserti atmosferici, non lontani dall’ambient puro e semplice. Rispetto agli americani i suoni sono del tutto diversi invero. Il marchio del riffing black metal greco c’è sempre, ed è questo quello che me li fa e me li ha fatti sempre apprezzare, in mezzo a tanta altra gente che suona post black, trend che un po’ sta andando a scemare ma che fino a due-tre anni fa era sulla cresta dell’onda. Anche nel caso di questo EP si riscontrano influenze teatrali, in momenti simil-folk o nelle parti recitate. Il contesto nel quale ci troviamo è sempre di un sano e soddisfacente black metal, con cose diverse in mezzo per diversificare le partiture e non essere il solito clone che assomiglia ora a questo ora a quest’altro senza metterci neanche un milligrammo della propria creatività. Validissimo e consigliato, anche se troppo breve a mio gusto. Occhio che su Bandcamp trovate l’intera discografia di A Diadem of Dead Stars a prezzo più che vantaggioso, quindi fateci un pensierino.

Sempre un EP (chi è che su queste pagine ha scritto che oramai l’EP è il formato più gradito da label e utenti? Non mi ricordo e me ne scuso ma sa il padreterno quanto ha ragione!) (fu il deprecabile Belardi in questo articolo, ndbarg), per gli esordienti assoluti CAESTUS, che con il loro debutto Nordic Luciferian Discipline ci riportano indietro nel tempo agli albori del black metal nella loro madrepatria Finlandia, quindi se vi piacciono gli Horna dei primi dischi, i Sargeist, i Baptism e similari questo è pane per i vostri denti. Cinque brani suonati tutti d’un fiato senza intermezzi tra l’uno e l’altro come hanno insegnato al mondo a fare gli Slayer, con due sole marce: la veloce e la velocissima; violentissimi, praticamente senza pause, hanno dalla loro parte il fatto che sono giovani ed entusiasti e suonano come facevano quelli che probabilmente sono i loro eroi una marea di tempo fa. Quindi nei loro riff monocorda ci mettono una cattiveria d’altri tempi intridendoli di melodie oscure e malvagie come solo i nordici hanno saputo inventarsi in passato, prima di essere imitati da quasi ogni band del pianeta che si fosse affacciata nel genere metal più estremo di sempre in seguito. Originalità nulla, ma una sana ventina di minuti di musica nostalgica di un passato che a volte ritorna (mai però per merito di chi quel passato lo ha costruito dal niente: ad esempio l’ultimo Horna è deboluccio, l’ho messo un po’ da parte perché me lo voglio riascoltare più avanti, magari cambio idea, per me gli Horna sono dei fari, dei termini di paragone), fatta meglio dei grandi antichi stessi. Per ora spaccano di brutto, vedremo cosa saranno in grado di fare in seguito.

Ci spostiamo di continente per l’ennesimo debutto Of Broken Branches and Wilderness Unknown, che neanche a dirlo è un EP (che croce… ovviamente rovesciata) ed è firmato dal canadese FOREST FOG (anche lui suona tutti gli strumenti per i fatti suoi, anche se la batteria è una drum machine di antesignana memoria) che suona molto simile ai suoi conterranei Monarque e Forteresse. Riff semplici, spesso suonati a velocità molto sostenute, in monocorda, zanzarosi come si conviene. Occhio che il secondo pezzo As One we Bleed è un capolavoro: tre minuti di gelo e brividi puri come solo i maestri ci hanno fatto dono. Ed è il più lento di tutto il lotto, un mid-tempo con un riff grandioso che non riesco a capire come mai in trent’anni nessuno abbia pensato di scrivere prima. In ogni sua parte il disco è eccellente, furioso quando serve, gustosamente melodico al momento giusto quand’è ora di rallentare, anche la batteria elettronica non sfigura affatto (e molti tra noi vecchiacci, da puristi quali siamo, non è che abbiamo mai gradito più di tanto la soluzione drum machine, diciamoci la verità), ha il difetto di essere troppo corto (ma che cazzo, tre brani in più e tiravi fuori il disco dell’anno, su uno dei gradini del podio comunque; cos’è, avevi fretta?) e c’è un po’ troppo riverbero nelle vocals, a mio gusto. Il resto è caro sano vecchio fottuto fast black metal che ogni fan del genere adora a prescindere. Ascolto obbligatorio, massimo supporto.

Ultimo EP della serie (e meno male, direte voi) per segnalarvi il disco conclusivo della carriera per i CRUDA SORTE, che hanno annunciato lo scioglimento in contemporanea alla pubblicazione del nuovo lavoro Fortgang in Terror. In giro da una quindicina d’anni e con all’attivo tre album, altrettanti demo, uno split con i Veineliis e (compreso questo) due EP, il gruppo getta la spugna. Ostici da sempre anche per via delle altissime laceranti vocals che nel giro del depressive black tedesco sono imprescindibili, vedasi Wedard, gli stessi Veineliis, gli Sterbend o i Freitod e chissà quanti altri mi dimentico, musicalmente si sono sempre ispirati ai primi Nargaroth, cosa che, se da una parte gli ha fatto guadagnare un discreto pubblico assai fedele che si compra ogni loro nuovo disco in uscita, dall’altra li ha fatti odiare alla grande da chi odia anche Nargaroth per l’anima del cazzo, per i soliti motivi di elitismo e bambinate di tal fatta. Eppure i loro dischi sono belli, oscuri e marci il giusto, composti ed arrangiati con perizia, con ogni tassello al posto giusto per pubblicare album che tutto sono meno che soldi sprecati. Non saranno mai ricordati come delle superstar ma, tranne Nargaroth, chi del depressive black tedesco lo è? È un genere di nicchia nella nicchia, se cerchiamo fenomeni commerciali dobbiamo guardare ai roster di Nuclear Blast o Century Media, non qui. Il loro epitaffio è un EP che per ora in edizione fisica si trova solo in cassetta, con una copertina splendida, un’opera d’arte, tre brani non eccessivamente lenti anzi piuttosto dinamici (più una intro) che colgono nel segno e dipingono quel tanto che basta di grigio scuro una giornata di suo non particolarmente radiosa. Dite quello che volete ma a me che si siano sciolti dispiace, ho tutti i loro dischi e ne sono fiero. (Griffar)

 

2 commenti

  • Griffar tu che sei un intenditore, ma conosci i Sardonic Witchery? Mi è capitato di trovarmeli su Youtube, ed il loro ultimo lavoro mi ha gasato non poco…sembrano un mix tra Darkthrone periodo Black n roll e robba finlandese. Niente di nuovo, ma il disco ha un bel tiro

    "Mi piace"

    • Ciao, sì, li conosco, sono uno dei gruppi più famosi usciti dal Portogallo. Famosi è magari un termine un po’ esagerato comunque hanno un discreto seguito. Mi è piaciuto parecchio il primo kult ov the underground warrior, poi sono andati troppo sul war black metal per i miei gusti e li ho persi di vista. Se ti piacciono loro prova anche gli Irae, sempre portoghesi ultraviolenti, sono sugli stessi livelli.

      Inter nos, il war black ha il difetto di essere troppo simile a se stesso: ascolti un disco e ti fa saltare in aria, poi ti compri il secondo e dici “ok ma è uguale all’altro”. A me fa questo effetto, per quel che vale

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...