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italianoChitarra [trainspotting]

12 Mag 2012

(italianoChitarra raccoglie i piùdi5menodi10 dischi italiani a cui ognuno di noi è più legato affettivamente)

KURNALCOOL Bumba Atomika (1998)
Tutto quello che ho detto sui Kurnalcool è vero. Penso sul serio che siano il miglior gruppo metal italiano di sempre, e che i loro testi raggiungano vette di lirismo altissimo. Gli hipster stanno rivalutando tanto gli 883 perché raccontano la provincia ma non credo conoscano i Kurnalcool, che non solo raccontano la provincia, ma lo fanno dal punto di vista giusto: quello dell’adolescente metallaro alcolizzato, fancazzista, un po’ sfigato e totalmente circondato da casi umani. Tipo Ciccio Russo. Max Pezzali, per dire, era un tamarro brianzolo con il Booster. Ad esempio: quando gli 883 hanno cercato di sfondare, hanno composto Come Mai; i Kurnalcool hanno fatto Volemo Andà Al Festivalbar, che con adeguata promozione potrebbe ambire a devastare le vostre classifiche del cazzo e a sostituire Il Ballo Del Qua Qua nell’immaginario degli americani (tra i quali, a quanto pare, detta canzone gode di enorme popolarità). A me i Kurnalcool hanno salvato la vita. È stato ormai otto anni fa, mi lasciò la ragazza e passai un periodo nerissimo; ne sono uscito in forma smagliante alla fine, ma c’è voluto parecchio; e ho passato mesi e mesi chiuso in casa a giocare a Mario Kart bevendo birra del discount e ascoltando principalmente Kurnalcool e Sentenced. Devo a entrambi la vita, sul serio. I Sentenced mi erano vicini nella sofferenza, e i Kurnalcool mi davano speranza. Tutti e due comunque mi spingevano al consumo di alcolici; ma poteva finire molto peggio, considerando che certa gente in questi casi finisce per iniettarsi eroina sotto le dita dei piedi o ascoltare emo. Io invece in quel periodo ho finito anche due Final Fantasy. E Bumba Atomika mi diceva che c’è del bello a questo mondo, riportandomi alle gioie più semplici della vita: il metallo, il vino, il pane col salame, le zingarate con gli amici, e in un modo più lontano possibile dalla coolness a cui spesso tende il rock’n’roll e dalla quale io, abbrutito a livelli barbari, ero lontanissimo.
Anche Blaze Bayley ti conforta se sei brutto, sfigato e puzzolente; ma Blaze Bayley è un simbolo, un working class hero, una specie di Giobbe del sottoproletariato inglese; i Kurnalcool sono vicini a te, e come te quando stanno messi male si riducono a bere la damigianella de vì da soli sul letto ascoltando il metallo e facendo un casì de Dio. Andare ubriachi con gli amici alle feste patronali e fare gli scemi; lo squallido bar notturno dopo una serata di bevute per farsi l’ultimo amaro (magari quello del carabiniere, che sa proprio di SFIGA di provincia); bere birra sulle sdraio in riva al mare parlando de pallò, de rock e de chi va a chiavà e poi sfottere quello che nel frattempo si addormenta; l’amico che ha la casa in campagna e con una qualsiasi scusa si va là a bere e tirarsi pallonate addosso; eccetera.
E poi Viè A Beve El Vì, che tra uno stornello e l’altro ti dice che qualsiasi cosa ti succeda non ti devi abbattere: la soluzione semplice e naturale è andare con gli amici a bere il vino, perché lo bevevano gli etruschi, lo bevevano i romani, da quando il mondo è mondo lo bevono tutti i cristiani. L’ho già detto mille volte ma mi ripeto: Vì Roscio De Morro, dedicato alla Lacrima di Morro d’Alba, è una delle mie canzoni preferite di sempre.

CARMEN CONSOLI Mediamente Isterica (1998)
Ci sono legatissimo perché mi ricorda l’ultimo anno di scuola. Penso tuttora che sia un gran disco, anche se lei non si è mai ripetuta a questi livelli, né prima né dopo. Non so dove l’ho letto, forse da Scaruffi, ma sono d’accordo con chi ha detto che Carmen Consoli è un’autrice e musicista dotatissima con pessimi gusti musicali. Questo è il suo disco più chitarroso, e l’unico che valga davvero la pena di ascoltare dall’inizio alla fine. Besame Giuda, Geisha, Puramente CasualeSentivo l’odore (splendida)Quattordici Luglio, Eco Di Sirene; le conosco tutte a memoria, madeleine di un tempo confuso e felice che non tornerà. Non ho mai avuto molta identificazione coi testi, che parlano perlopiù di lei che è incazzatissima con un tipo che a quanto pare deve averla trattata piuttosto male. Mi dispiacerebbe augurarle che succeda di nuovo nella speranza che componga ancora qualcosa di simile; perché, anche se ho smesso di seguirla da tempo, alla Carmen non riesco a non voler bene. Alcuni pezzi li ha risuonati anni dopo, ma non è la stessa cosa. Qui spaccava davvero. Autunno Dolciastro ballatona dei diciassette anni.

DEVIATE LADIES Religious As Our Methods (1997)
Questo disco ha avuto un impatto devastante nella mia vita. È uno dei primi dischi che mi passò Ciccio, dopo avermi parlato per giorni e giorni, a mensa, della CONFESSIONE. Perché questo è il disco della CONFESSIONE. Si tratta della prima traccia, Nec Sacrilegium Incesti Gratia, che è la registrazione autentica di una confessione in chiesa tra un prete (ignaro di tutto) e un attore, amico del cantante, che dice cose allucinanti. Ma allucinanti. È lunga da spiegare, dovreste ascoltarla da soli. E vi assicuro che ne vale la pena, se la ascoltate capirete perché. Non penso voi possiate avere niente di meglio da fare in questo momento che farvi sconvolgere l’esistenza dalla CONFESSIONE dei Deviate Ladies:

Per anni io facevo sentire sta cosa a ogni singola persona che conoscevo. Non sto scherzando: ancora adesso, ogniqualvolta sento la parola bagnato penso al minuto 2.20 e nella mia testa rivive il mitologico bagnato! Sì, BAGNATO, o mugnificentissimo padre; e questo succede in ogni occasione senta la parola bagnato, fosse anche a cena a casa della zia molto cattolica. Ci sono anche altre parole o sintagmi che mi fanno immediatamente rivivere sta cosa nel cervello. Tipo scarica elettrica, o brutta notte. Praticamente la CONFESSIONE non mi abbandona mai, qualsiasi cosa faccia. Io e Ciccio intervistammo Volgar, il cantante e deus ex machina, passandoci una serata al pub insieme, e ci è sembrato un tipo a posto. Brillante, espansivo, colto, pieno di vita. Abbiamo capito solo in quel momento che interpretava un personaggio; particolarmente convincente, peraltro. Perché tra testi e iconografia i Deviate Ladies (poi Deviate Damaen) sembravano dei nazisti ultracattolici lefebvriani omosessuali che propagandavano l’omicidio dell’inferiore, la sodomia e l’obbligatorietà della messa cinque volte al giorno; in latino. White Venus è una cover di Venus delle Bananarama con il testo contro le modelle africane. Eccetera. Anche N. Anathem spacca. Non penso ci sia mai stato niente di simile a loro in Italia.

RHAPSODY Symphony Of Enchanted Lands (1998)
Voi ora ridete e fate gli imbecilli, ma non c’era nessuno che suonasse come i Rhapsody all’epoca. Adesso sì, ma perché loro hanno fatto scuola. Quando è uscito Legendary Tales io avevo più o meno sedici anni ed ero in fissa col power metal: vi lascio immaginare. Sono più legato al secondo album però perché lo aspettai con la bava alla bocca, poi ci fu il tour con Stratovarius e Sonata Arctica e io mi feci 500 chilometri per andarli a vedere. Emerald Sword è un pezzo tanto scemo quanto genuinamente BELLO, con il ritornello da fiera di paese allegro e spensierato che ti si stampa in testa dopo mezzo ascolto e non ti lascerà per tutta la vita; prima dei loro concerti la gente si abbracciava in massa per cantarla tutti in coro, io ho visto cose che voi umani. Però la mia preferita è la seconda, Wisdom Of The Kings, con il Turillone in grande spolvero e degli arrangiamenti già mostruosi pure con le risorse limitate dell’epoca. Il loro dualismo tra melodie facilone e arrangiamenti ultracurati all’epoca era molto più accentuato. Non vi dico la suite finale di quasi un quarto d’ora, che in 14 anni non ho mai capito se è un capolavoro o una cacata. Ma tutto il disco è così: non si sono mai posti limiti, i Rhapsody, e sono la dimostrazione pratica che nel fare qualcosa bisogna calcolare il rischio di sbagliare e sembrare ridicoli. Forse se avessero avuto più senso del pudore non avrebbero mai fatto dischi, o quantomeno si sarebbero limitati a copiare. Invece hanno voluto essere i Rhapsody, e hanno portato molti momenti di felicità nel mio cuore. Grazie, mancanza di senso del pudore dei Rhapsody. Haters gonna hate.

SPITE EXTREME WING Arcano Incanto (2002)
Questo è uno dei primi demo che ho recensito per Metal Shock. Ero piccolino, avevo vent’anni; e quindi nella rece mi feci prendere dall’entusiasmo. Ma anche risentito adesso, Arcano Incanto è non solo la cosa migliore mai fatta dagli Spite Extreme Wing (che comunque non hanno mai sbagliato nulla), ma forse la cosa migliore mai prodotta in Italia in ambito black metal. Solo tre pezzi, ma di una bellezza sfolgorante: Acqua Di Fonte Di Gloria, La Stirpe Divina, Reminiscenza Di Illusione Lunare. Se posso permettermi, peraltro, penso di essere stato uno dei primi in Italia a parlare di loro; e da qui la sottile soddisfazione che ho provato quando gli Spite Extreme Wing sono diventati un nome conosciuto. Arcano Incanto è finito poi pari pari su Magnificat, il primo full; ed è meglio così, perché quel demo era in cassetta e c’era il serio rischio che diventasse una cosa introvabile.

VERDENAst (1999)
Primo anno di università. Nient’altro da dire. Li vidi anche dal vivo, era il loro primo tour, quindi suonarono tutto il disco. Verdena spacca ancora oggi, i Verdena hanno smesso subito dopo. Non so esattamente cosa stiano facendo adesso, ma so che non mi piacerebbe.

ANGELO BRANDUARDI Alla Fiera Dell’Est (1976)
In America cantautore si traduce come folksinger. Questa sfumatura semantica ha fatto sì che le due scuole imboccassero opposti rami di un bivio che ha portato a riconsiderare completamente il genere da un punto di vista diatopico. Per dire, in Italia il cantautore era originariamente il tipo impegnato alla De Gregori o Guccini che si scriveva il disco da solo, e di conseguenza è stato poi considerato un cantautore anche Vasco Rossi (o Dalla, o la stessa Consoli). In America il prototipo alla Bob Dylan ha portato a considerare folksinger anche l’ultimo degli indiboi con una chitarrina acustica e i campionamenti degli uccellini nel bosco. Gli unici in Italia che riunissero entrambe le concezioni della cosa sono stati De Andrè e Branduardi. Mi piace De Andrè anche perché ci sono cresciuto, ma Branduardi è una delle pochissime persone al mondo che riuscirebbero a farmi piangere se le beccassi tipo all’aeroporto. Lo abbraccerei, gli direi grazie e non riuscirei a proferire più parola. Forse il successivo La Pulce D’Acqua è più bello nella sua interezza, ma Alla Fiera Dell’Est ha dei momenti di pura perfezione: la titletrack, La Serie Dei Numeri, Il Vecchio e La Farfalla, Il Dono Del Cervo mi fanno venire voglia di mollare tutto e andare a leggere Boccaccio in campagna, in armonia con la natura, alle prime luci dell’alba. Quello che riesce a trasmettermi Alla Fiera Dell’Est è unico; e proprio per questo, non riesco a comunicarlo a parole. Chi capisce questo disco non può che essere una brava persona.

CRIPPLE BASTARDS – Misantropo A Senso Unico (2000)
Ne ha parlato anche Ciccio, ma io ho visioni differenti su questo disco. Quantomeno parzialmente: Ciccio lo usa nei momenti di sfogo, per convincersi di cose che lui considera parossisticamente esagerate allo scopo cosciente di scaricare la tensione nervosa e sentirsi meglio. E Misantropo A Senso Unico è quello che in quel momento lui vuole sentirsi dire. Per me no: la maggior parte delle cose ivi contenute sono per me verità assolute e tristemente immutabili a cui sono ormai rassegnato, e il disco mi piace proprio per il modo semplice e diretto che ha di esprimerle. Spesso i gruppi hardcore che hanno quest’odio incontaminato verso il mondo esterno mantengono anche un atteggiamento bullesco, fondamentalmente politically correct in quanto inserito in un contesto di scena organizzata e abbondantemente sdoganata. I Cripple no. Suonano nei centri sociali eppure c’è un sacco di gente che pensa siano nazisti; fanno parte di un circuito fondamentalmente di sinistra eppure sparano cose allucinanti contro le donne e certe categorie sociali protette; senza contare le simpatie politiche di Giulio, di origine serba, simpatie che qui in Italia difficilmente trovano empatia nell’intellighenzia di chi decide cosa è giusto pensare e cosa non lo è. In definitiva Misantropo A Senso Unico è così efficace perché è chiaro che non è frutto di stereotipi o clichè; anche perché se avesse avuto testi ‘sdoganabili’ avrebbe potuto essere molto più commercialmente appetibile di quanto non sia (non che non abbia venduto, ma avete capito). Dal punto di vista musicale poi è uno dei dischi grindcore più belli che abbia mai ascoltato; e questo è il loro migliore proprio per i cori da stadio a quasi ogni pezzo, con tocchi di classe assoluta come Il Tuo Amico MortoDio è Solo Merda e Morte Da Tossico. Se dovessi descrivere me stesso con dieci dischi, Misantropo A Senso Unico sarebbe uno di questi.

AIRBORN Against The World (2001)
Uno dei dischi power metal più sottovalutati di sempre. Produzione perfetta di Piet Sielck, con quel suono roccioso e grattato tipico dei suoi dischi che fa da contraltare a melodie da cartone animato anni ’80 e a testi che parlano di robot e paladini intergalattici. The Hero, da cui è stato tratto un meraviglioso video che vi invito a guardare per capire di chi stiamo parlando, nel booklet viene dedicata agli ex possessori di Commodore 64, con un ardore romantico che nella sua ingenuità commuove. Musicalmente poi The Hero è un incrocio tra i Gamma Ray e i Blink 182; penso sia una delle canzoni che più ho canticchiato tra i denti in vita mia. Stessa sorte per Born To Fly, il cui ritornello we are born to fly / we are born to go / where no man has gone befoooooreeee ce l’ho stampato in testa senza possibilità di scampo. Li vidi all’Agglutination due anni fa, ero felicissimo perché temevo che non li avrei mai visti e praticamente anche se quel giorno c’erano anche Cannibal Corpse e Korpiklaani erano gli Airborn quelli per cui avevo più fibrillazione. L’avevo scritto nel report, ma mi ripeto: c’è gente blasonatissima in ambito power metal che darebbe una libbra di carne per riuscire a comporre Return To The Sky, epicissima e piena di speranza, che ti consola e ti redime, con un bel riff, un bell’assolo, delle belle linee di chitarra, il tupatupa, il crescendo finale e non so, la voglia di salire sul tavolo col pugno in alto guardando il cielo con sguardo severo. Non ho mai capito perché questo disco non abbia sfondato come avrebbe dovuto. Io ascolto power metal da più di quindici anni e vi assicuro che parecchie volte ho visto gente strapparsi i capelli per roba che non valeva un decimo di Against The World. Il colpo di genio però è la ghost track, Heavy Metal Bubble, un rifacimento del tema di Bubble Bobble con l’arrangiamento power metal però fatta al computer. Io vorrei organizzare un bel barbecue con gli Airborn, secondo me ci si divertirebbe un casino.(Roberto ‘Trainspotting’ Bargone)

20 commenti leave one →
  1. lukasbrunner permalink
    12 Mag 2012 12:37

    Trainspotting buongustaio! I Kurnalcool non saranno i musicisti più tecnici in circolazione, ma in quanto a spirito metal, non c’è nessuno in Italia come loro!

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  2. 12 Mag 2012 12:44

    è quando vedo cose tipo la compilation di cover degli 883 che mi sento contento di non informarmi su tutto.
    per il resto, grande Barg, ero sicuro che tu i Rhapsody ce li avresti messi, “Emerald sword” ha da tempo sostituito l’inno nazionale per me. però il capolavoro impossibile, summa di tutti i Rhapsody era “Power of the dragonflame”, per quanto sia giusto mettere “Simphony” o “Legendary tales”, in quanto più rappresentativi di un certo momento in cui i Rhapsody erano veramente come la nazionale di calcio.

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  3. 12 Mag 2012 12:47

    ah, che poi sei ancora di più un grande per averci messo Carmen Consoli! il concerto di quel tour me lo andai a vedere, ero un giovincello tra la seconda e la terza media più o meno e non avevo mai visto niente dal vivo. ci credete che era pieno zeppo di gente che pogava? rischiai pure di perdermi una scarpa…

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  4. Nunzio Lamonaca permalink
    12 Mag 2012 14:01

    Carmen Consoli vista due volte. Se le levi la pippa etnica che ha preso negli ultimi 5-6 anni è ancora una rocker tostissima. Nonché gran pheega.

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  5. Nunzio Lamonaca permalink
    12 Mag 2012 14:06

    Sulla questione 883 e tributi pseudo-adolescenziali (adolescenziali de che, poi? che io li ascoltavo alle elementari) non solo do a tutti la cattiva notizia che I Cani me li sono pure visti dal vivo (e hanno suonato Con Due Deca: concerto bellino, loro bravissimi, in fondo) ma ricordo anche che più di dieci anni fa usciva un puzzonissimo tributo a Rettore, che non a caso ce la siamo dovuta sorbire per i dieci anni che sono seguiti. Odio quando riscrivono la mia adolescenza senza il permesso degli interessati.

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  6. damiano permalink
    12 Mag 2012 14:12

    d’accordo su rhapsody e soprattutto su branduardi. bella li!

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  7. MorphineChild permalink
    12 Mag 2012 14:33

    concordo in pieno su Carmen Consoli grande pheega

    e anche sul fatto che Symphony Of Enchanted Lands sia un gran disco. ingenuo, tamarro oltre ogni dire, ma bellissimo. la suite finale, con quella melodia folk così aggraziata e il discorso al povero drago morente, Wings Of Destiny, Wisdom Of The Kings… i miei orizzonti musicali sono cambiati enormemente, ma ancora adesso, mentre scrivo ascoltando Jakszyk, Fripp & Collins, a pensare ai Rhassody e alla gioventù passata mi commuovo

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  8. 12 Mag 2012 15:27

    No comment sulla compilation di cover degli ‘883, gli ho bestemmiato i morti a sufficienza. I Kurnalcool negli anni del Liceo hanno avuto la stessa importanza che hanno avuto i Nirvana alle medie e gli 883 alle elementari. L’Hollandia non è una birra da discount, è una vera e propria religione e io sono un discepolo del CULTO.

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  9. Capitan Impallo permalink
    12 Mag 2012 15:41

    Cazzo, è sempre stato il mio sogno ascoltare il tema di Bubble Bobble versione metal…ho sempre pensato che verrebbe una figata mostruosa

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  10. jay jay permalink
    12 Mag 2012 19:00

    in quanto a power metal non conosco nessuno che abbia la mia stessa visione delle cose! non c’è niente di più bello (nel senso più lato del termine) per me di una canzone come questa ‘the hero’ oppure tutto evolution purgatory che ti fa alzare le corna in alto, ti fa muovere il culo, salire in piedi sul letto con un ombrello a mò di spada cantando come un matto e si, ti fa venire una voglia di vivere che nemmeno quando l’italia vince i mondiali!

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  11. total satan permalink
    12 Mag 2012 21:43

    mi stai simpatico perchè hai parlato dei kurnalcool…

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  12. Giacomo permalink
    14 Mag 2012 01:33

    esiste pure una versione nintendocore di bubble bobble, degli advantage

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  13. ignis permalink
    25 aprile 2013 10:52

    A me succede la stessa cosa con la mitica CONFESSIONE !

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  14. rain chaos permalink
    4 febbraio 2017 16:12

    Chiedo scusa, perdonami, sono un attimino frastornato…ma sei serio quando pensi che LA CONFESSIONE sia autentica o hai preso delle botte in testa da piccolino? Cioè ti pare che uno che si confessa possa parlare così come un deficiente minorato e soprattutto possa urlare così? Ma non ti accorgi che è tutto recitato?????? Dai, rigà, siamo seri…quando leggo certe cose mi cascano le braccia e tutto il resto…i DD sono e sempre saranno dei buffoni ma sta roba è assolutamente falsa, SVEGLIA!!!!!

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    • 6 febbraio 2017 18:26

      l’ho riletto ora a distanza di anni, ma credo di averlo scritto in italiano corretto: “una confessione in chiesa tra un prete (ignaro di tutto) e un attore, amico del cantante”. SVEGLIA!11

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