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		<title>Maleducazione e sentimento: AGALLOCH // FEN @Traffic, Roma 16.05.2013</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 09:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>trainspotting</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/agalloch.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-29495" alt="agalloch" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/agalloch.jpg?w=600&#038;h=241" width="600" height="241" /></a></p>
<p>Frequento concerti metal dal 1998, quando riuscii a strappare ai miei il permesso per farmi 500 chilometri da solo e vedere Iron Maiden ed Helloween a Roma; sono stato innumerevoli volte in backstage, tourbus, soundcheck a porte chiuse, studio report, clinic, sessioni d’autografi, pranzi promozionali eccetera: tutti posti in cui i musicisti come minimo ti passano vicino, ci puoi scambiare due parole, una birra, e cose del genere. Bene, in quindici anni non mi era mai, MAI successo che qualcuno rifiutasse di farsi una foto con me. Dovevo arrivare al 16 maggio del 2013 perché John Haughm mi facesse un gesto sdegnoso con la mano e ritornasse a chiacchierare con il roadie nel cortiletto del Traffic. Ma vaffanculo. L’altro giorno sono andato a vedere suonare Marky Ramone (con <a title="Panegirico ad Andrew W.K." href="http://metalskunk.com/2011/05/30/panegirico-ad-andrew-w-k/" target="_blank"><b>Andrew WK</b></a>), con cui in passato ho chiacchierato più volte e di cui ho uno splendido ricordo perché è persona squisita ed educata; e, alla fine, lui è tipo l’unico al mondo che attualmente può permettersi di suonare <i>Sheena is a Punk Rocker</i> senza dover dire che è una cover. Quando chiesi a Tommy Lee di farsi una foto con me, mi prese in braccio e ce ne facemmo cinque. Ho una foto pure con Bruce Dickinson, <a title="Ozzy Osbourne: “Bruce Dickinson è un coglione che ha bisogno di uno psichiatra”" href="http://metalskunk.com/2010/07/30/ozzy-osbourne-bruce-dickinson-e-un-coglione-che-ha-bisogno-di-uno-psichiatra/" target="_blank"><b>notoria testa di cazzo</b></a> arrogantissima e supponentissima, ma evidentemente persino Bruce Dickinson ritiene sgarbato rifiutare la foto ad un fan che ha versato litri di lacrime sulle sue canzoni. Eccetera, eccetera, eccetera. John Haughm invece no, lui è troppo stocazzo per concedere una foto. <a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/luciferovereurope2013tourhandbill.jpg"><img class="alignleft  wp-image-29497" alt="" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/luciferovereurope2013tourhandbill.jpg?w=300&#038;h=424" width="300" height="424" /></a>Ma pure <b>Neige</b>, che come personaggio gli si può accostare, quando venne a Roma <a title="KATATONIA // ALCEST // JUNIUS @Orion, Ciampino 21.11.2012" href="http://metalskunk.com/2012/11/23/katatonia-alcest-junius-orion-ciampino-21-11-2012/" target="_blank"><b>pochi mesi fa</b></a> si fermò apposta per fare foto e autografi con la gente. Penso che rifiutare una foto, o un autografo, o una stretta di mano ad un fan che è venuto là pagando il biglietto per vederti suonare -e comprare i tuoi dischi- sia uno dei gesti più incivili, cafoni e da cavernicolo che un musicista possa fare. Capisco che il contatto ti possa dare fastidio, ma a quel punto statti nel tourbus e non metterti a girare in mezzo al pubblico, pretendendo poi che nessuno ti fermi. Quindi converrete anche voi che è cosa buona e giusta riferirsi d’ora in poi a John Haughm non più come John Haughm ma come “<b>il pezzo di merda</b>” o, più sporadicamente, con analoghi epiteti del medesimo campo semantico.</p>
<p>Per gli Agalloch si era addirittura risvegliato dal letargo Michele Romani, che le ultime notizie davano morto assiderato sul molo di Capo Nord mentre urlava <i>I AM THE BLACK WIZARDS</i> rivolto verso l’Artide, a torso nudo. Invece è vivo e vegeto, sempre identico a quando l’ho conosciuto dodici anni fa, e sempre con le sue compilation di norsk arisk black metal in macchina, che d’estate suppongo gli servano anche come condizionatore. Con lui c’era il gracile Charles, molto divertito dalla selezione musicale che sembrava uscita da una cassettina di quando avevamo sedici anni. Discutiamo della scaletta degli Agalloch, più o meno fissa in tutto il tour, e già Michele preannuncia: “Oh, a <a title="AGALLOCH: ascolta la nuova ‘Faustian Echoes’ (appena hai venti minuti liberi)" href="http://metalskunk.com/2012/06/27/agalloch-ascolta-la-nuova-faustian-echoes-appena-hai-venti-minuti-liberi/" target="_blank"><b><i>Faustian Echoes</i></b></a> ce ne andiamo a pisciare”. Lo dirà più volte tutta la sera, ed effettivamente i 20 minuti di quella puttanata depressive black metal sembrano proprio fatti apposta per andare al gabinetto; luogo che peraltro ha parecchi legami con la suddetta canzone. <span id="more-29493"></span></p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/fen.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-29499" alt="FEN" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/fen.jpg?w=600&#038;h=269" width="600" height="269" /></a></p>
<p>Di spalla c’erano i londinesi <b>FEN</b>, che io non avevo mai sentito prima: Charles e Mighi sì però, e assicurano che siano un gran gruppo. Il genere è più o meno quello, post-black post-rock shoegaze folkeggiante e intimista per persone molto sensibili, tipo quelle che sfanculano i fan che gli chiedono una foto. Suonano pochino, comunque dal vivo sembrano gradevoli; di più non mi sento di dire perché non li conosco, e non sono proprio un gruppo d’impatto che ti prende a prima botta. Appena finiscono Michele Romani mi ribadisce la sua intenzione di andare a pisciare durante <i>Faustian Echoes</i>.</p>
<p>La scaletta degli <b>AGALLOCH</b> è quella standard di questo tour. Cominciano con <i>Limbs</i> e ci accorgiamo di due cose: la resa sonora non è il massimo, e certi passaggi sono un po’ troppo scarnificati rispetto alla resa in studio. Il primo aspetto migliorerà progressivamente durante la serata, il secondo no. Forse per alcuni pezzi ci vorrebbe una chitarra in più; o quantomeno il bassista potrebbe suonare col plettro, perché in certi frangenti suonare con le dita toglie spessore al muro sonoro. Vabbè. La scaletta continua con <i>Ghosts Of The Midwinter Fires</i>, fortunatamente unico estratto dal tremendo <a title="AGALLOCH – Marrow Of The Spirit (Viva Hate)" href="http://metalskunk.com/2011/02/01/agalloch-marrow-of-the-spirit-viva-hate/" target="_blank"><b><i>Marrow Of The Spirit</i></b></a>, e ancor più fortunatamente uno dei pezzi meno abietti del disco. Inizia un timidissimo pogo e Michele Romani lamenta la poca grimness insita nel concetto di pogo; poi partono dei cori tipo oh-oh-oh e il Romani, sdegnatissimo, si gira verso di me e mi fa “<i>Manco fossimo agli Iron Maiden!</i>”. Subito dopo attacca la meravigliosa <i>Falling Snow</i>, e un po’ devo ammettere che mi sono emozionato, anche se ancora mi rodeva forte forte il culo. Mi sembra che facciano troppi svarioni psichedelici, e mi chiedo se non stiano prendendo la stessa deriva che presero i The Gathering parecchi anni fa, e che li ha portati a essere <a title="Le conseguenze della depenalizzazione:   THE GATHERING  – Disclosure (Psychonaut)" href="http://metalskunk.com/2012/10/29/le-conseguenze-della-depenalizzazione-the-gathering-disclosure-psychonaut/" target="_blank"><b>quello che sono</b></a>, diciamo. Certo poco importa ormai, perché le ultime cose degli Agalloch fanno così schifo che una qualsiasi speranza di redenzione mi pare impensabile. A conferma di ciò arriva <i>Faustian Echoes</i> e andiamo a pisciare.</p>
<div id="attachment_29501" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/agallochlive.jpg"><img class="size-large wp-image-29501" alt="il pezzo di merda in una delle sue pose da artista maledetto e tenebroso" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/agallochlive.jpg?w=600&#038;h=399" width="600" height="399" /></a><p class="wp-caption-text">il pezzo di merda in una delle sue migliori pose da artista maledetto e tenebroso</p></div>
<p>Mentre ero in fila faccio la conoscenza di una persona seria con la maglia di <i>Mystification</i> dei <a title="MANILLA ROAD – Mysterium (Shadow Kingdom)" href="http://metalskunk.com/2013/02/25/manilla-road-mysterium-shadow-kingdom/" target="_blank">Manilla Road</a>, che mi parla dei suoi viaggi ai festival di metallo autentico tipo il Keep It True e l’Headbangers, e mi consiglia i MURO, un gruppo spagnolo di speed metal ignorante alla vecchia, che pare siano da paura. Poi se mi piacciono ve ne parlo, giuro. Purtroppo <i>Faustian Echoes</i> è talmente lunga che siamo costretti ad ascoltarne un po’; ma davvero è una canzone così inutile, insulsa, banale e cretina che non so neanche che dire. Non è che faccia schifo, ma è il classico pezzo standard del classico gruppo depressive black standard che andava di moda qualche anno fa, e che però dura venti minuti. Fortunatamente di lì in poi la scaletta comprenderà solo cose dai primi tre dischi, che come ho già detto considero tra i picchi più alti mai raggiunti dall’umanità insieme alla scoperta del fuoco, della ruota e del barbecue. Si comincia con <i>The Melancholy Spirit</i>, purtroppo unico estratto dal debutto <i>Pale Folklore</i>, da cui Michele voleva ascoltare disperatamente, e direi giustamente, <i>Hallways of Enchanted Ebony</i>. Subito dopo arrivano i due pezzi da <i>The Mantle</i>: la sovrumana <i>You Were But A Ghost In My Arms</i> e la ugualmente meritevole di un superlativo assoluto a caso <i>In The Shadow Of Our Pale Companion</i>. La prima gli riesce meglio, perché in fondo è quasi un pezzo black metal, tendenzialmente più diretto rispetto alla loro media; la seconda ha troppe sovraincisioni su disco, e in certi passaggi la differenza si sente. A questo punto il pezzo di merda annuncia la cover dei <strong>Sol Invictus</strong> e parla di Tony Wakeford come di una grande influenza; però a me Tony Wakeford risulta essere persona gentilissima e disponibilissima e sempre pronta a prendersi in giro, a differenza di qualche altro patetico succhiacazzi che in questo momento è sul palco a fare le pose da poeta maledetto dall’animo sensibile. La chiusura è affidata a <i>Of Stone, Wind and Pillor</i>, opener dell’omonimo primo EP che il pezzo di merda dedica a <a title="R.I.P. Oddvar Moi [1974-2013]" href="http://metalskunk.com/2013/05/15/r-i-p-oddvar-moi-1974-2013/" target="_blank"><b>Oddvar Moi</b></a>, e <i>Our Fortress Is Burning</i>, suite finale di <i>Ashes Against The Grain</i>.</p>
<p>Finisce il concerto e ce ne torniamo a casa ascoltando i <a title="KAMPFAR – Mare (Napalm)" href="http://metalskunk.com/2011/04/06/kampfar-mare/" target="_blank"><b>Kampfar</b></a> nella macchina di Michele. Prima però becco il chitarrista degli Agalloch, Don Anderson, che nonostante insegni Letteratura inglese all’università di Washington è una persona molto più disponibile del pezzo di merda dietro al microfono, e ci facciamo una foto insieme. Così, giusto per sottolineare la cosa. Non posso dire che sia stato un brutto concerto, ma poteva essere migliore; di certo i venti minuti di <i>Faustian Echoes</i> tolgono spazio a due-tre canzoni a caso che di sicuro sono meglio di <i>Faustian Echoes</i>. Perdonate la poca lucidità ma in quindici anni non mi era mai successo nulla del genere, e gli Agalloch sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre. Un saluto alla coraggiosissima tipa venuta sola soletta da Perugia per vedere il concerto, e che alla fine ci ha chiesto il numero del taxi. Chiudo il report con un capolavoro scritto da una persona seria. (Roberto ‘Trainspotting’ Bargone)</p>
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<p><strong>Tracklist:</strong><br />
<em>Limbs</em><br />
<em>Ghosts Of The Midwinter Fires</em><br />
<em>Falling Snow</em><br />
<em>Faustian Echoes</em><br />
<em>The Melancholy Spirit</em><br />
<em>You Were But A Ghost In My Arms</em><br />
<em>In The Shadow Of Our Pale Companion</em><br />
<em>Kneel To The Cross</em><br />
<em>Of Stone, Wind and Pillor</em><br />
<em>Our Fortress Is Burning</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29493/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29493&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ORCHID //TROUBLED HORSE @Traffic, Roma, 14.05.2013</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 16:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chippy_bones</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pochissimi giorni dal revival heavy a cura dei Pagan Altar, si ritorna sul luogo del delitto per un nuovo appuntamento con suoni d’altri tempi. Una serata attesa da mesi che mitiga in parte la delusione dovuta alla grave mancanza dello Stoned Hand Of Doom edizione 2013, appuntamento classico del maggio pesante romano che (a meno [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29474&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/orchidtraffic.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-29477" alt="Orchid@Traffic" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/orchidtraffic.jpg?w=600&#038;h=270" width="600" height="270" /></a>A pochissimi giorni dal revival heavy a cura dei <a href="http://metalskunk.com/2013/05/14/pagan-altar-traffic-roma-11-05-2013/">Pagan Altar</a>, si ritorna sul luogo del delitto per un nuovo appuntamento con suoni d’altri tempi. Una serata attesa da mesi che mitiga in parte la delusione dovuta alla grave mancanza dello <em>Stoned Hand Of Doom</em> edizione 2013, appuntamento classico del maggio pesante romano che (a meno di recuperi autunnali) per quest’anno sembra destinato a saltare. Originariamente, oltre agli <a title="Music to light your joints to #6" href="http://metalskunk.com/2013/05/11/music-to-light-your-joints-to-6/" target="_blank"><strong>Orchid</strong></a>, il programma prevedeva la presenza dei <a title="WITCHCRAFT – Legend (Nuclear Blast)" href="http://metalskunk.com/2012/11/06/witchcraft-legend/" target="_blank"><strong>Witchcraft</strong></a> ma una serie di problemi di salute non meglio specificati che hanno afflitto Magnus Pelander ha costretto gli svedesi a cancellare tutte le date del tour attualmente in corso e anche quelle previste per l’estate. Che la sostituzione sia affidata ai <strong>Troubled Horse</strong> è del tutto naturale (si tratta sostanzialmente della stessa band con un cantante differente) e l’amarezza della defezione è quindi alleviata dalla possibilità di vedere dal vivo una formazione dalle performance quantomeno sporadiche.<br />
Autore di uno dei migliori album del 2012 (<em>Step Inside</em>, se ne parlava <a href="http://metalskunk.com/2013/02/14/music-to-lights-your-joints-to-5/">qui</a>), il gruppo è una versione con meno polvere e più testosterone della band madre. Il set è conciso e intenso, vengono suonati quasi tutti brani del disco e c’e’ anche spazio per una notevole parentesi dai suoni più dilatati. Chiusura con la favolosa <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jrGlmTqKaTY"><em>I’ve Been Losing</em></a>. Ola Henriksson è bello, bravo e fico, il gigantesco Martin Heppich è un frontman improbabile quanto efficace. Band di lusso.<span id="more-29474"></span></p>
<p>Fare un discorso razionale sugli Orchid è qualcosa di complesso: che un gruppo metal suoni in un modo o in un altro in maniera simile ai Black Sabbath è qualcosa di assodato e per certi versi naturale, nessuno si scandalizza e non vale certo la pena stare a ricordarlo ogni tre minuti. Il caso del quartetto di San Francisco è però differente, il loro è un plagio palese, talmente sfacciato da rendere quasi difficile apprezzare le canzoni per quello che sono. Perché che gli Orchid abbiano grandi pezzi sotto a quello che è un puzzle di riff e linee vocali appartenenti ai maestri di Birmingham è indubbio. Passato lo scetticismo iniziale, è difficile non farsi prendere da brani quali <em>Capricorn</em>, <em>He Who Walks Alone</em> o le più recenti <em>Silent One</em> e <em><a href="http://metalskunk.com/2013/02/24/nuovo-singolo-degli-orchid-e-mo-ce-li-vediamo-pure-dal-vivo/">Wizard Of War</a></em>. Soprattutto se sul palco a suonarle c’e’ una band che ha <a href="http://metalskunk.com/2012/05/10/roadburn-festival-2012/">già dimostrato</a> dal vivo di essere una mezza macchina da guerra. Arrivati casualmente a fare il loro primo tour da headliner in Europa dimostrano di essere pienamente all’altezza del compito proponendo uno show bello carico e coinvolgente. Del tutto naturale quindi che a fine serata il banchetto del merchandise venga preso d’assalto. Serata perfetta per tutti tranne che per Ciccio; non aver acquistato la t-shirt degli Orchid con la croce rovesciata, Sharon Tate e Charles Manson è un errore di cui si pentirà a lungo.</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29474/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29474&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>KVELERTAK &#8211; Meir (Roadrunner)</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:21:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[volatili che scagazzano]]></category>

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		<description><![CDATA[Meir significa di più. Ci si chiederà, dippiù, in che senso? Le canzoni sono più lunghe? Più potenti? Più veloci? Più jazz? Niente di tutto ciò. Per di più si intende semplicemente che, se fino a poco tempo fa i Kvelertak avevano un solo disco all&#8217;attivo, adesso ne hanno di più, e cioè: due. I [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29321&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/meir_cover.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29352" alt="Meir_cover" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/meir_cover.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" /></a>Meir significa <em>di più</em>. Ci si chiederà, dippiù, <a href="http://i.ytimg.com/vi/U9Kq95CQfF8/0.jpg">in che senso</a>? Le canzoni sono più lunghe? Più potenti? Più veloci? Più jazz? Niente di tutto ciò. Per <em>di più</em> si intende semplicemente che, se fino a poco tempo fa i Kvelertak avevano un solo disco all&#8217;attivo, adesso ne hanno di più, e cioè: due. I norvegesi non si spostano di un epsilon da quanto <a href="http://metalskunk.com/2011/12/29/kvelertak-kvelertak-indie-recordings/">fatto in precedenza</a> e, almeno per adesso, per me questo è un bene. Già immaginavo svarioni prog, allungamenti di brodo, serietà, anelli anali che perdono resistenza elastica, indigeribili doppi album alla Baroness. A proposito, la copertina è sempre di John Baizley ed è molto bella, c&#8217;è questa donna nuda con un&#8217;aureola di volatili che scagazzano. Mi chiedo però per quanto tempo il gioco reggerà, e se i Kvelertak saranno capaci di mantenere la botta e continuare a fare album tutti uguali con la stessa cazzimma. Non è facile. Io credo che già dal prossimo album è forte la probabilità che dei Kvelertak non ce ne fregherà più un cazzo. Infatti potremmo dire che già questo Meir sia leggermente inferiore al precedente, ma forse è solo dovuto al fatto che stavolta manca l&#8217;<em>effetto sorpresa</em>, quello che mi aveva fatto slogare la mascella, prendere a spallate il sottilissimo muro della stanzetta in cui dimoro o ballare nudo sul letto, incurante del fatto che la mia finestra non abbia delle tendine e quindi rendendo l&#8217;intero vicinato partecipe delle mie danze; soprattutto la bambina che abita al palazzo di fronte e che spesso va sul suo balcone a fare la cacca al fresco, nel vasetto. Alle volte mi saluta mentre fa la cacca. Una volta mi ha urlato: <em>&#8216;Non mi fa più male la patata&#8217;</em>.</p>
<p>Ma io divago.</p>
<p>Dicevo, l&#8217;effetto sorpresa, la bocca spalancata, io che per settimane corro per la Tiburtina urlando a tutti di aver trovato il gruppo definitivo.<span id="more-29321"></span> L&#8217;effetto sorpresa è la tecnica segreta che usa il mio amico Davidone per rimorchiare.  Una volta, alla Stazione Termini, Davide ha incontrato una ragazza bellissima, la più bella che avesse mai visto, dice. Chiara origine slava, bionda, occhi azzurri, una pesca per culo. Lui ha preso coraggio, ha fatto un bel respiro ed è andato da lei, dicendole: <em>&#8216;Ciao, sono Davide, sei molto bella&#8217;</em>. Lei, rimasta piacevolmente sorpresa dall&#8217;audacia dell&#8217;Uomo e deliziata dall&#8217;inaspettato complimento, lo ha ringraziato sorridendo, presentandosi a sua volta. Al che Davidone:<em> &#8216;Senti, ma io che cosa devo fare per farmi fare un BOCCHINO da te?&#8217;</em>.</p>
<p>Eccolo, l&#8217;effetto sorpresa. Quello che spiazza. Micidiale. E lei è rimasta lì, <em>travolta</em> dall&#8217;effetto sorpresa, per un istante durato un&#8217;eternità, mentre Davide continuava a fissarla negli occhi con un sorriso malizioso ed il più sensuale degli sguardi. Ed è così che si sono fidanzati. No, non è vero, lei gli ha detto VAFFANCULO ed è scappata via, dandogli le spalle, e mostrandogli per l&#8217;ultima volta il suo culetto tondo tondo tondo.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/enrmDWVAZBw?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29321/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29321/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29321&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">masticatore</media:title>
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			<media:title type="html">Meir_cover</media:title>
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	</item>
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		<title>R.I.P. Oddvar Moi [1974-2013]</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>trainspotting</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba varia]]></category>
		<category><![CDATA[In The Woods...]]></category>
		<category><![CDATA[la vita è una merda]]></category>
		<category><![CDATA[Oddvar Moi]]></category>

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		<description><![CDATA[Pensavamo che niente ci potesse smuovere dopo la morte di Jeff Hanneman appena dieci giorni fa, e invece ci ritroviamo di nuovo schiantati alla notizia della morte di Oddvar Moi, chitarrista degli In The Woods…, che non ci avranno dato quello che ci hanno dato gli Slayer ma che, per quelli della mia generazione, hanno [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29437&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/oddvar-moi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29438" alt="oddvar moi" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/oddvar-moi.jpg?w=600"   /></a></p>
<p>Pensavamo che niente ci potesse smuovere dopo la morte di <a title="R.I.P. Jeff Hanneman (1964-2013)" href="http://metalskunk.com/2013/05/03/r-i-p-jeff-hanneman-1964-2013/" target="_blank"><b>Jeff Hanneman</b></a> appena dieci giorni fa, e invece ci ritroviamo di nuovo schiantati alla notizia della morte di <b>Oddvar Moi</b>, chitarrista degli <b>In The Woods…</b>, che non ci avranno dato quello che ci hanno dato gli Slayer ma che, per quelli della mia generazione, hanno rappresentato per primi un modo unico di esprimere certe sensazioni nel momento in cui il black metal norvegese viveva un passaggio critico verso la fase successiva. Questo il comunicato della Prophecy:</p>
<p><i>Con tristezza abbiamo saputo della morte del chitarrista degli In The Woods…, Oddvar A:M, che contribuì anche alla realizzazione di </i>Three Times Seven On A Pilgrimage <i>e</i> Live at the Caledonien Hall<i>. Riposa in pace, amico. La confusione sarà il tuo epitaffio, e oggi piangeremo. <span id="more-29437"></span></i></p>
<p>Non ascolto gli In The Woods… da anni, anche perché per me sono qualcosa di immediatamente riferibile a quel periodo e a quella fase della mia vita. Per questo oggi è come se morisse una parte di me, una parte di noi, così come quando morì Chuck Schuldiner, ormai dodici anni fa. Oggi piangeremo.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/aZADcmihDp8?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29437/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29437/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29437&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">oddvar moi</media:title>
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		<title>Musica di un certo livello #12: SAXON, AMORPHIS, VOLBEAT</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Charles</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Accept]]></category>
		<category><![CDATA[Amorphis]]></category>
		<category><![CDATA[bere mojito a ferragosto]]></category>
		<category><![CDATA[c'è del marcio in Danimarca]]></category>
		<category><![CDATA[Call To Arms]]></category>
		<category><![CDATA[Circle]]></category>
		<category><![CDATA[gente che si guarda Point Break]]></category>
		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[Lola Montez]]></category>
		<category><![CDATA[Metallica]]></category>
		<category><![CDATA[musica di un certo livello]]></category>
		<category><![CDATA[My Dying Bride]]></category>
		<category><![CDATA[Sacrifice]]></category>
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		<category><![CDATA[Volbeat]]></category>
		<category><![CDATA[wimps and posers leave the hall]]></category>

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		<description><![CDATA[La premessa: i Saxon sono come la parmigiana di melanzane o la lasagna, piacciono proprio a tutti. La notizia: è uscito l’ennesimo disco dei Saxon. Ne sono venti fino ad ora mi pare. Ogni due/tre anni mi faccio sempre la stessa domanda cioè se sia o meno il caso di prestarci orecchio e ogni volta [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29333&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_29335" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/point-break-1991-09-g.jpg"><img class="size-large wp-image-29335  " alt="point-break-1991-09-g" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/point-break-1991-09-g.jpg?w=600&#038;h=395" width="600" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">lo sai cosa facciamo a quelli come te che si ascoltano i Volbeat?</p></div>
<p>La premessa: i <a href="http://metalskunk.com/2013/03/03/gente-che-ci-seppellira-tutti-nuovo-video-dei-saxon/"><b>Saxon</b> </a>sono come la parmigiana di melanzane o la lasagna, piacciono proprio a tutti. La notizia: è uscito l’ennesimo disco dei <b>Saxon</b>. Ne sono venti fino ad ora mi pare. Ogni due/tre anni mi faccio sempre la stessa domanda cioè se sia o meno il caso di prestarci orecchio e ogni volta mi dico <i>no, basta davvero</i>. Poi arriva quel momento preciso in cui per noia o perché non ho voglia di pensare a qualcosa di costruttivo da fare, cedo e mi ascolto l’ennesimo disco dei Saxon. Ogni santa volta succede che per le successive due/tre settimane nel mio stereo non passa fondamentalmente nulla oltre “all’ennesimo disco dei Saxon” e che ci posso fare. Questo disco si chiama <b><i>Sacrifice</i></b> e il mio stereo se l’è imparato a memoria. Resta una domanda: perché continuare a parlarne? Tanto ci sarà sempre qualcun altro che ne farà l’analisi logica nel bene o nel male. Che poi se ci pensiamo un attimo gli argomenti che la gente usa per parlare bene dei Saxon sono precipuamente gli stessi che utilizzano i loro detrattori per dire quanto si sono rotti le palle dei Saxon. Facciamo un esempio?</p>
<p><i>Argumenta Contra Saxon:</i></p>
<p>1. Somma le loro età anagrafiche, otterrai quasi tre secoli, ‘sti vecchiacci;<br />
2. Sono solo storia ormai ma c’è ancora gente che gli va dietro;<br />
3. I dischi dei Saxon sono tutti uguali ma comunque se ne deve parlare per forza.</p>
<p><i>Argumenta Pro Saxon:</i></p>
<p>1. Se sommi le loro età anagrafiche fanno quasi tre secoli e ancora rompono i culi;<br />
2. Ormai appartengono alla Storia e c’è ancora un botto di gente che gli va dietro;<br />
3. I dischi dei Saxon sono tutti uguali e bisogna parlarne per forza. <span id="more-29333"></span></p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/SCKi8nrv2xg?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Volendo far finta di scrivere qualcosa di intelligente, diciamo pure che i Saxon approfittano della ventata di freschezza che <b><i>Call To Arms</i></b> aveva portato alla loro lunga discografia ma lo fanno con una leggerezza tale che sembra abbiano inventato la NWOBHM l’altro ieri. Evitato ancora una volta il classico errore che un gruppo che è in giro da un secolo potrebbe fare, ovvero abbandonare la cara e vecchia tradizione e quei due/tre punti di forza che li ha resi grandissimi (vedasi anche: <a href="http://metalskunk.com/2012/04/05/gente-che-la-prende-dal-verso-giusto-accept-unisonic-e-freedom-call/"><strong>Accept</strong></a>). La produzione di <i>Sacrifice</i> sembra più pulitina e fredda di <i>CTA</i> ma la cosa, vi dirò, non dispiace affatto. Insomma non chiedetemi di più perché non sono mica Luca Bonetta, l’unico uomo sulla Terra che è capace di trovare differenze pure tra un album e l’altro dei <a href="http://metalskunk.com/2013/03/29/six-feet-under-unborn-metal-blade-2/"><b>Six Feet Under</b></a>. Il disco è una ficata come al solito e l’ho addirittura preferito al precedente perché più diretto e classicone (<em>Night Of The Wolf</em> la più bella). Tanto vi basti, amici e cultori del bello.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/-KjaU66Qub8?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Gli <b>Amorphis</b>, mi verrebbe da dire gli Amorti. Mannaggia, penso che abbiano tirato fuori il disco più noioso di sempre, quasi peggio pure di <b><i>Far From The Sun</i></b>. Badate bene: il concetto di ‘peggio’ o di ‘brutto’ che utilizzo per parlare degli Amorphis segue il metro di giudizio del fan, non del ‘recensore’. Da un certo punto di vista potrebbe pure starci, intendo il fare un album riempitivo dopo duemila anni di onorata attività (descritta nei particolari <a href="http://metalskunk.com/2011/06/09/amorphis-la-storia-parte-1%C2%B0-1991-1997/">qui</a> e <a href="http://metalskunk.com/2011/08/19/amorphis-la-storia-parte-2%C2%B0-1998-2010/">qua</a>). Basta che ora si prendano una pausa di almeno quattro anni (vabbé il contratto con la fottuta Nuclear Blast ma che cazzo, prendetevela ‘sta pausa). Perché non si può pretendere l’impossibile, questo è ovvio. Voglio vederla così: <b><i>Circle</i></b> &#8211; titolo banalotto che significa tutto e niente &#8211; è un intermezzo a qualcosa di (si spera sempre) migliore. Non aggiunge nulla ad una discografia eccezionale (dite il contrario e vengo a menarvi di persona sotto casa). <b><i>Skyforger</i></b>, il disco della seconda repubblica finlandese che ancora stiamo qui ad aspettare, un album eccelso che vedeva uno Joutsen in formissima, è lontano eoni. Non smetterò mai di elogiare Tomi Joutsen perché tanto bene ha fatto al nome degli Amorphis, prima oberati da linee vocali che, negli ultimissimi scampoli di Pasi Koskinen, potevano definirsi tranquillamente squallide senza per questo toccare le suscettibilità di nessuno, credo. Già con <a href="http://metalskunk.com/2011/05/31/amorphis-the-beginning-of-times-nuclear-blast/"><b><i>The Beginning of Times</i></b></a> avevo constatato una lenta caduta nel già sentito che purtroppo continua anche oggi. Proprio in quella recensione affermavo che nonostante tutto non mi sarei mai pronunciato con una<i> </i>stroncatura nei confronti degli Amorphis. Ricordate: meno proclami si fanno, meno poi bisognerà ritrattare. Voglio essere più chiaro possibile sennò poi mi criticate: il disco non è brutto, non fa schifo per niente (<i>Mission</i> e <i>The Wanderer</i> sembrano pure fiche nel loro essere stracciamutande), è solo che lo puoi ascoltare pure venti volte di seguito e di tutta ‘sta roba non ti resta niente, boia di un cane, niente. Basta. Passiamo oltre facendo finta che nulla di tutto ciò sia successo.</p>
<div id="attachment_29341" class="wp-caption alignleft" style="width: 313px"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/love-jesus.jpg"><img class=" wp-image-29341" alt="love jesus" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/love-jesus.jpg?w=303&#038;h=340" width="303" height="340" /></a><p class="wp-caption-text">brace yourself summer is coming</p></div>
<p>I <a href="http://metalskunk.com/2011/04/10/nuovo-video-dei-volbeat/"><b>Volbeat</b></a>. Michael Poulsen, la voce, è il <b>James Hetfield</b> dei poveri e solo per questo bisognerebbe dargli addosso e farlo vergognare di sé fino a che non cambia mestiere. Un po’ mi vergogno anch’io ma <b><i>Outlaw Gentlemen &amp; Shady Ladies </i></b>mi sta piacendo molto. Si fa ascoltare con grandissima facilità, anche più dei dischi precedenti rispetto ai quali mantiene l’impostazione western, surf e rock-punkazzarona. Il numero di volte che ti passi e ripassi un disco sarà o no un minimo segnale di quanto consciamente (o inconsciamente) ti è piaciuto? ‘Ste canzonette romantiche melodic punk rock di cui è infarcito ti ricordano pure che l’estate si sta avvicinando e d’estate ti serve qualcosa di fresco e allegro per evitare di ridurti a sentire i <a href="http://metalskunk.com/2012/11/05/musica-di-un-certo-livello-9-my-dying-bride-tiamat-dordeduh/"><b>My Dying Bride</b></a> (che hanno pure pronto un EP coi contro cacchi e mi sa che passerò comunque l’estate in loop). Tutta questa voglia di rivedersi <b>Point Break</b>, bere mojito e preparare braciate in riva al mare non sono però un&#8217;attenuante per finire ad ascoltare ancora i Green Day a trent’anni suonati. Poi comunque ogni tanto il cantante ci piazza uno YE-EAH! che ti fa ricordare con piacere i felici ferragosto della tua infanzia passati in spiaggia a sentire i <a href="http://metalskunk.com/?s=metallica"><b>Metallica</b> </a>in cassettina con un pessimo stereo che alla terza bevanda rovesciata sopra smetteva di compiere il suo dovere e finiva pure lui ad alimentare il falò. Ogni tanto una botta di allegra superficialità in questo mondo di merda ci vuole, vaffanculo, e poi ci sono canzoni irresistibili tipo <i>Cape Of Our Hero</i>, <i>My Body</i>, <i>Lonesome Rider, Our Loved Ones</i> ma soprattutto <i>Lola Montez</i>, una vera ossessione, che parla di questa tizia dell’800, la ballerina Eliza Rosanna Gilbert, che con la sua erotica danza della tarantola riusciva a catturare nella sua tela libidinosa musicisti (Liszt), scrittori (Dumas), e re (Ludovico I di Baviera, il quale per colpa dei di lei eccessi ebbe non pochi problemi). Potere du pilu. (Charles)</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/1ATd7VgLLfs?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29333/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29333&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">love jesus</media:title>
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		<title>PAGAN ALTAR // DOOMRAISER // CARONTE @Traffic, Roma 11.05.2013</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chippy_bones</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono giorni difficili: sono ancora in piena post-Roadburn depression (il report arriverà, ci metto sempre un po’ a digerire il tutto), il tragico ritorno alla quotidianità, il lavoro, le rotture di palle. E poi è morto Jeff Hanneman. Il resto del mondo non se ne rende conto, ma per noi seguaci del maligno questa è [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29383&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/livetraffic.jpg"><img class="size-large wp-image-29393 aligncenter" alt="Live@Traffic" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/livetraffic.jpg?w=600&#038;h=219" width="600" height="219" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Sono giorni difficili: sono ancora in piena post-Roadburn depression (il report arriverà, ci metto sempre un po’ a digerire il tutto), il tragico ritorno alla quotidianità, il lavoro, le rotture di palle. E poi è morto <a href="http://metalskunk.com/2013/05/03/r-i-p-jeff-hanneman-1964-2013/">Jeff Hanneman</a>. Il resto del mondo non se ne rende conto, ma per noi seguaci del maligno questa è stata una botta assurda, quest’uomo è responsabile di aver portato il metal al punto di non ritorno. Eh sì, perché c’è un prima e un dopo <em>Reign In Blood</em>… Occhei, sto divagando. Si diceva che sono giorni difficili, per fortuna la stagione live romana sta riemergendo dopo un inverno avaro di soddisfazioni, nel giro di pochi giorni <strong>Motorpsycho</strong> e <a title="Nuovo singolo degli ORCHID (e mo’ ce li vediamo pure dal vivo)" href="http://metalskunk.com/2013/02/24/nuovo-singolo-degli-orchid-e-mo-ce-li-vediamo-pure-dal-vivo/" target="_blank"><strong>Orchid</strong></a> con l’intermezzo di questi <strong>Pagan Altar</strong>. Dato che vorrei evitare di passare per il completista che non sono, confesso subito che io i Pagan Altar non li avevo mai sentiti, ma il loro nome che evoca sacrifici umani e/o animali unito al loro pedigree ottantiano è stata per me ragione sufficiente per andare a far tardi al Traffic e rinunciare a quel sonno di cui avrei disperatamente bisogno.<br />
Raggiungo il locale con una certa calma e i <strong>Caronte</strong> (moniker fichissimo) sono già sul palco, penalizzati dai suoni come sempre accade al primo gruppo riescono comunque ad incuriosirmi, sludge possente, linee vocali ruvide ma comunque intelligibili. È la prima volta che li sento (ed in condizioni non proprio ottimali) ma ce n’è abbastanza per convincermi a comprare il loro (credo) unico album <em>Ascension</em> (Lo-Fi Creatures 2012). Durante il cambio palco il diggei mette <a href="http://www.youtube.com/watch?v=yew9L0Xjm_g"><em>Hell Awaits</em></a>, la gente alza le corna al cielo e ringrazia il grande Satana, sento due tizi al bancone brindare alla memoria dello slayeriano biondo. Temo che da questa cosa non usciremo tanto facilmente.<span id="more-29383"></span> Viene il turno dei <strong>Doomraiser</strong>; il solito set solidissimo con pezzi sempre in rotazione, particolarmente bella <em>Ghost</em> che non ho ascoltato spesso dal vivo, fa parte del set anche il nuovo pezzo presente sullo split con i già citati Caronte edito dalla benemerita Blood Rock Records. Sul palco è impossibile non notare l’assenza di Drugo, storica<em> lazy hand of doom</em> del combo, quello con le magliette fiche e la sigaretta in bocca, quello bello insomma (non me ne vogliano gli altri). Si unirà alla band solo per gli ultimi due pezzi, mi sembra di aver capito che gli impegni con un terreno che si è comprato lo tengano forzatamente fuori dal gruppo. In un mondo giusto uno così passerebbe tutte le sere a devastare camere d’albergo, in questo universo invece va a finire così. Auguri al sostituto comunque, non avrà un compito per niente facile.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/pagan-altar.jpg"><img class="alignright  wp-image-29390" alt="Pagan Altar" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/pagan-altar.jpg?w=350&#038;h=274" width="350" height="274" /></a>Arriva finalmente il turno degli headliner della serata, gli stagionatissimi <strong>Pagan Altar</strong>. Riposto qualsivoglia sogno di gloria, generalmente il solo fatto di trovarsi su un palco in un altro paese dona a queste band dalla lunga e travagliata carriera un entusiasmo del tutto particolare. La regola è rispettata anche in questa occasione e ai sacrifici umani viene preferita un’atmosfera da vino cartonato. Il clima è talmente confidenziale che a un certo punto il cantante confessa di essere vittima di un brutto raffreddore, tira fuori dalla tasca un fazzoletto di carta e regala al suo caliente pubblico italico una bella smocciolata in diretta. La cosa meno rock ‘n’ roll a cui abbia mai avuto il piacere di assistere in oltre vent’anni di presenzialismo ai concerti. Per il resto lo show scorre liscio e rodato sciorinando metallo di scuola classica (alla <strong>Saxon</strong> per intenderci, gruppo con il quale sembra avere più di un’affinità), il suond presenta anche quella componente epico eighties che per molti versi è l’essenza stessa dell’heavy metal. Il pubblico verso il finale è coinvolto ed entusiasta e richiede a gran voce svariati pezzi. Il brano conclusivo si chiama <em>The Black Mass</em> ed il ritornello recita <em>This is the age, the age of Satan, now that the twilight is done, now that Satan has come</em>. Non fa una piega. Rientro a casa e, nonostante siano quasi le due e mezza, l’unica cosa sensata da fare mi sembra prendere le cuffie e mettermi a sentire <em>South Of Heaven</em>.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/FEgbanftSPw?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29383/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29383/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29383&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>HUNGRY LIKE RAKOVITZ &#8211; The Cross Is Not Enough (Grindpromotion/ Shove/ Blasphemy)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Lamonaca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Shove]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi piacciono questi bergamaschi. Mi accorsi della loro esistenza solo con la pubblicazione dello split con gli O (Circular Sign, va bene) e siamo praticamente a poco più di due anni fa, credo. Sul loro bandcamp mi procurai anche il loro primo disco (Holymosh), praticamente un esordio del tipo più classico per una band che in [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29188&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/hungry-like-rakovitz-the-cross-is-not-enough.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-29388" alt="Hungry-Like-Rakovitz-The-Cross-Is-Not-Enough" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/hungry-like-rakovitz-the-cross-is-not-enough.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" /></a>Mi piacciono questi bergamaschi. Mi accorsi della loro esistenza solo con la pubblicazione dello split con gli <a href="http://circularsign.bandcamp.com/"><strong>O</strong></a> (<strong>Circular Sign</strong>, va bene) e siamo praticamente a poco più di due anni fa, credo. Sul loro bandcamp mi procurai anche il loro primo disco (<a href="http://hungrylikerakovitz.bandcamp.com/album/holymosh"><strong>Holymosh</strong></a>), praticamente un esordio del tipo più classico per una band che in fondo si nutre di underground e mi immagino ogni volta attenda non so quante risposte in merito al master che inviano a chi dovrà poi coprodurre un futuro disco, con tutto lo strascico di patimenti e attese. Il pane quotidiano per quel tipo di band italiane, la classica sfliza di sfighe.</p>
<p>La band suona strana anche se, di fatto, è come se aggiornasse costantemente un modulo espressivo se non vecchio, almeno ben saldo e coerente. Un tipo di suono che ha precedenti illustri in band sdoganatissime presso l’utenza metallara, quella che ci mette sempre due-tre dischi prima di iniziare ad ancheggiare sulle basi di <a href="http://metalskunk.com/2012/10/02/shame-in-the-way-il-nuovo-brano-dei-converge-e-uguale-a-tutto-il-resto/"><strong>Converge</strong> </a>o <strong>Coalesce</strong>. Ma lì è diverso perché tante cose concorrono poi a creare il momento giusto per la celebrazione di un trend, che si tratti di un passaggio strategico e fortuito di una band ad un’etichetta che domina la scena (o piscia nel mainstream, come recita il motto della <strong>Relapse</strong>), o di un incontro spontaneo di fattori che portano naturale successo ad un pugno di band ancora implumi. Il risultato è del tipo: i tuoi amici vanno a vedere la gente che vola mentre i Converge spaccano il Leoncavallo e tu, appena un anno dopo, li vedi in un club un tantino più &#8220;giusto&#8221;. Siamo lì, insomma, ma qualcosa è cambiato per te, per i fan, per la band, per tutti. E poi si arriva al 2012 e a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=t-vZRGK4FbI"><strong>dischi</strong></a> belli, intensi e tutto, <i>ma però</i>. <span id="more-29188"></span></p>
<p>Ecco, con tutto che la band bergamasca è naturalmente vicina a certe sonorità hardcore-metal note (Converge), meno note (<strong>Deadguy</strong>, ma non solo), forse grind e magari l’ombra del già sentito può minacciare l’ascoltatore durante lo scorrimento del disco, non ho nessuna intenzione di scagliare attacchi alla <i>purezza </i>della band. Per due motivi molto semplici. Il primo è che il disco è sinceramente molto bello e, foste anche dei metallari lontani da questo genere di sonorità, anche efficace. Il secondo è che il gioco di influenze della band si scarica tutto in un disco in cui non è tanto la strizzata d’occhio a reggere l‘intera struttura, quanto la piena consapevolezza della band di essere parte di una <em>realtà</em>. Una volta lì nel mezzo, che tu resti a pigliare quello che passa o ti godi l’apparente staticità dell’occhio del ciclone, sei sempre lì. Un discorso alternativo non riesco a farlo, purtroppo.</p>
<p>Veniamo in concreto al disco. Diciannove belle schegge registrate e mixate da Riccardo Pasini (<strong>Ephel Duath</strong>, <a href="http://metalskunk.com/2012/11/09/the-secret-a-babbo-morto-lo-streaming-di-agnus-dei/"><strong>The Secret</strong></a>, <a href="http://metalskunk.com/2012/10/17/ufomammut-oro-opus-alter-neurot-recordings/"><strong>Ufomammut</strong></a>, <strong>The End Of 6000 Years</strong>…) dal taglio a metà strada tra le ritmiche veloci ma sostenute del miglior hardcore metal moderno (o meno), e l’intelaiatura schizoide che ricorda i <a href="http://metalskunk.com/2012/10/25/pig-destroyer-book-burner-relapse-records/"><strong>Pig Destroyer</strong></a>. A questi associo anche l’estrema espressività e radicalità della voce di Rubens, i cui assalti smentiscono tutto l’umano troppo umano di band come i Converge. Anche perché qui, volendo, siamo dalle parti di quelle band dai titoli chilometrici, dell’ironia che nel grindcore sta prendendo il sopravvento sulla critica sociale, per così dire, anche se alla velocità del grind la band risponde quasi sempre col suo groove assassino.</p>
<p>E che siano nel giusto ce lo conferma pure la deriva autolesionista e dissoluta di quella <i>brutale verità </i>del grindcore. È proprio qui che approdiamo, ai <a href="http://metalskunk.com/2012/01/15/brutal-truth-il-video-di-lottery/"><strong>Brutal Truth</strong></a>, e non solo per certe affinità musicali o vocali. Qualcosa lascia trasparire che nel tripudio di dissimulata demenza (ve li ricordate gli <strong>Orange Man Theory</strong>? Che botta.) non tutti possano sopravvivere,  a parte la band di <strong>Kevin Sharp </strong>e pochi altre tra le quali, forse anche gli <strong>HLR</strong>. Non da gregari, magari neanche da maestri ma ci sono e colpiscono duro, come dovrebbe fare ogni band il cui sangue e sudore parla più di ogni albero genealogico o gioco di influenze. E perciò speriamo che, al pari dei Brutal Truth, la deriva più consona a questa band sia quella che, come avviene in questo disco, faccia della loro identità musicale il frutto di questi anni di incontro e osmosi tra generi.</p>
<p>Grind, durezze crust, spuntatine black, ritmi vagamente riconducibili a certo math. Tanti epiteti che, in verità, muoiono nel caos di un disco che è prima di tutto fisico e umorale.</p>
<p>Sono bravi, sono tosti, sono ironici. Soprattutto, come dicevo, sono parte di quella <i>brutale verità</i> oggi sempre più difficile da decifrare.</p>
<p>Ottimo lavoro. (Nunzio Lamonaca)</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29188/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29188/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29188&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>WARLORD &#8211; The Holy Empire (Sons of a Dream)</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cesare Carrozzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bill Tsamis]]></category>
		<category><![CDATA[Damien King]]></category>
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		<description><![CDATA[Però, sti cazzo di greci. Mediamente stanno malino, faticano a mettere insieme il souvlaki con la moussaka, a momenti l’Europa “bene” li piazza tutti quanti su Ebay &#8211; non che poi noi si stia tanto meglio, in prospettiva &#8211; eppure hanno gli Warlord in tv. Cioè, gli Warlord nel 2013 alla tv greca che tipo nella [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29297&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.metalchesh.com/uploads/posts/2013-04/1365941208_WL13.jpg" width="300" height="300" /></p>
<p align="justify">Però, sti cazzo di greci. Mediamente stanno malino, faticano a mettere insieme il <i>souvlaki</i> con la <i>moussaka</i>, a momenti l’Europa “bene” li piazza tutti quanti su Ebay &#8211; non che poi noi si stia tanto meglio, in prospettiva &#8211; eppure hanno gli <strong>Warlord </strong>in tv. Cioè, gli Warlord nel 2013 alla tv greca che tipo nella loro carriera hanno fatto solo un’apparizione dal vivo, a Wacken, ormai la bellezza di undici anni fa. Non che si siano svenati, chiaramente, che al massimo gli saranno costati una pita e cinque euro a testa, però insomma, dai. Da noi in televisione chi ci gira? Cioè, ve lo sto chiedendo, non è una domanda retorica. Chi la guarda più ormai la tv. Non che mi manchi, naturalmente. Però sono strasicuro che se l’accendessi mica ci troverei gli Warlord che, dopo un minimo di ciance, suonano <i>Lost and Lonely Days</i>:</p>
<p lang="en-US"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='420' height='315' src='http://www.youtube.com/embed/m1NkYT8Zf9I?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<p align="justify">Che poi pure loro, guardateli un attimo concentrandovi sul trio di membri storici del gruppo, che gli altri sono turnisti: <strong>Bill Tsamis</strong> pare uscito direttamente da <i>Risvegli</i>, che non so se avete presente ma è quel film dove Robert De Niro fa il paziente catatonico di un bravo dottore interpretato da un Robin Williams nel ruolo che gli è più congeniale, cioè quello del buon professore/insegnante/dottore/sailcazzo – che poi è praticamente l’unico che sa fare, il quale per un certo lasso di tempo si risveglia grazie ad un farmaco sperimentale e poi però torna in catalessi con la bavetta alla bocca e gli occhi vitrei su una sedia a rotelle. Ecco, il vecchio Bill sembra proprio che l’abbiano scongelato con un farmaco come quello tipo a gennaio di quest’anno con scadenza a giugno: se fate in tempo a vederli da vivo per questo periodo bene, altrimenti mi sa che la prossima iniezione gliela faranno tra una decina d’anni sperimentando qualche altra variante del siero dell’allegrezza. <span id="more-29297"></span></p>
<p align="justify">Poi <strong>Mark Zonder</strong><i>, </i>che credo sia l’unico batterista dell’universo che fa di tutto per farsi passare per una batteria elettronica dove tutto il resto di quelli che si trovano a dover usare una batteria elettronica si ingegnano in tutti i modi per farla passare per un batterista vero. Non sto dicendo che suona male, eh. Anzi, ci mancherebbe. Dico che se uno non sa chi suona la batteria è facile che lo scambi per una batteria elettronica, esattamente uno di quei modelli in voga negli anni ottanta coi tastoni di gomma, mica di quelle che adesso ti programmi col pc con millemila suoni ultrafighi anzichenò. Pare una vecchia <strong>Roland</strong>, insomma. Pure con i <strong>Fates Warning</strong>, lui suona proprio così. Che poi, ovviamente, sembra una batteria elettronica degli anni ottanta perché viene proprio da quel periodo lì, mica è un caso. Vabbè. Tra l’altro pare il vicino di casa pacioccone e simpatico che vorrebbe chiunque.</p>
<p align="justify">In ultimo c’è il cantante riesumato da quasi trent’anni fa, tal <strong>Rick Anderson</strong> che in pratica nella metà degli anni ottanta fece appena in tempo ad entrare nel gruppo che gli Warlord si sciolsero. Una carriera folgorante diciamo, ed infatti un po’ folgorato c’è rimasto, che pare sciolto col microfono in mano come il cantante sedicenne imbranato della tipica cover band di Vasco Rossi (o Ligabue, o qualche altra puttanata a caso) che debutta alla <a href="http://www.comune.serradeconti.an.it/Engine/RAServePG.php/P/3109100P0100/M/2513100P0101" target="_blank"><strong>Sagra della cicerchia</strong></a> a metà agosto o giù di lì. Con la bandana d’ordinanza.</p>
<p align="justify">Insomma, ma che cazzo gli dice la testa a questi sveglioni che invece di suonare dal vivo e fare tour da giovani si mettono a calcare i palchi e cinquant’anni suonati non lo so. Cioè, per carità, sono tanto apprezzabili perché si vede che lo fanno per pura e semplice passione, prendendosi le ferie dal lavoro e dalla famiglia e magari non rientrandoci manco con le spese, anzi sicuro. Già solo per quello sarebbe da fargli un monumento. Ma che vi devo dire, io gli Warlord li associo sempre alla cassettina con il logo rifatto a mano e <strong>Destroyer</strong> che suona la chitarra, <strong>Thunder Child </strong>la batteria e <strong>Damien King con un numero a caso </strong>che cinguetta melodie lancinanti su altrettanto lancinanti riff di chitarra. Cioè, immagino che se non fosse che Bill Tsamis a giugno torna in letargo questi ci verrebbero davvero a suonare alla <strong>sagra della cicerchia</strong>, magari con la cover band di Vasco come gruppo spalla.</p>
<p align="justify">Però sarebbe figo. Primo perché suonerebbero buona parte del vecchio repertorio, secondo perché si accontenterebbero di un piatto di cicerchie e non ultimo perché, amici cari, l’ultimo lavoro dei nostri, <strong><i>The</i> <i>Holy Empire</i></strong>, spacca abbastanza. In altre parole: è proprio bello. Bello bello bello. Diciamo che su disco sono ancora Destroyer, Thunder Child e Damien King qualcosa e si sente. Una prestazione maiuscola, che in proporzione fa sembrare il pur buono <i>Rising Of Out The Ashes</i>,  con <strong>Joacim Cans </strong>alla voce, un dischetto utile giusto come sottobicchiere.</p>
<p align="justify">Se vi piacciono gli Warlord <span style="text-decoration:underline;">dovete</span> procurarvi <i>The Holy Empire </i>ed al più presto possibile. Dovete proprio, non c’è storia. Ci ritrovate tutto: stesse chitarre, stessa batteria (Roland), stessi suoni di tastiera, stesso tiro dei pezzi, come se sto disco invece di uscire nel millenovecentottantasei fosse rimasto sepolto sotto un cumulo di nastri, ritrovato per caso trent’anni dopo e dato alle stampe. Che poi in effetti tre pezzi del disco, <em>City Walls Of Troy</em>, <em>Thy Kingdom Come</em> (fantastica) e <em>Father</em> risalirebbero al proprio ad un vecchio demo mai pubblicato registrato nell&#8217;ottantasei. Comunque Rick Anderson dietro al microfono è fantastico. Peccato non aver avuto modo di ascoltarlo appena entrato nel gruppo dato che non fece praticamente in tempo ad incidere nulla. Ma che voce, ragazzi. Che voce.</p>
<p align="justify">Vabbè, insomma avete capito: ci vediamo nel 2023 alla sagra della cicerchia, ci saranno gli Warlord<em> </em>col catetere e la flebo più l&#8217;ennesima cover band da sagra della cicerchia. Ma anche così ne varrà la pena. Eccome. (Cesare Carrozzi)</p>
<p align="justify"><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='420' height='315' src='http://www.youtube.com/embed/szayfdJDDq4?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29297/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29297/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29297&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Music to light your joints to #6</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 09:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccio Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripartiamo dalla sempre prolifica Svezia, nobile paese al quale Stefano Greco ha dedicato da poco un&#8217;estensiva puntata di questa graziosa rubrichetta. Tocca infatti parlare dei KONGH, che dedicano all&#8217;iconico gorillone evocato nel nome la copertina del loro terzo album Sole Creation. Non avevo mai sentito nulla in precedenza del trio di Nässjö, ma queste quattro composizioni, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=27005&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/02/cutegothgirlwithpotsofmarijuanaplants.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-27050" alt="cutegothgirlwithpotsofmarijuanaplants" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/02/cutegothgirlwithpotsofmarijuanaplants.jpg?w=600"   /></a>Ripartiamo dalla sempre prolifica Svezia, nobile paese al quale Stefano Greco ha dedicato da poco un&#8217;estensiva <a title="Music to lights your joints to #5 – edizione svedese" href="http://metalskunk.com/2013/02/14/music-to-lights-your-joints-to-5/" target="_blank">puntata</a> di questa graziosa rubrichetta. Tocca infatti parlare dei<span style="color:#808000;"><strong> KONGH</strong></span>, che dedicano all&#8217;iconico gorillone evocato nel nome la copertina del loro terzo album <strong><em>Sole Creation</em></strong>. Non avevo mai sentito nulla in precedenza del trio di Nässjö, ma queste quattro composizioni, lunghe e torpide come il sonno che succede all&#8217;ingestione accidentale di Roipnol, mi hanno fatto decisamente venir voglia di recuperare:</p>
<iframe width="100%" height="166" scrolling="no" frameborder="no" src="http://w.soundcloud.com/player?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F76667954"></iframe>
<p>In questo genere l&#8217;inserimento di rimandi al metallo nero non è più una novità da un pezzo. Loro, da bravi scandinavi, gestiscono in modo meno urlato e più naturale dei loro equivalenti americani le unghiate blackish che inaspriscono l&#8217;altrimenti genuino doom di brani come <em>The Portals</em>. Ed è proprio grazie a una componente sabbathiana più spiccata che non sono un semplice clone dei <a title="CULT OF LUNA // THE OCEAN // LO! @Traffic, Roma 24.04.2013" href="http://metalskunk.com/2013/04/29/cult-of-luna-the-ocean-lo-traffic-roma-24-04-2013/" target="_blank">Cult Of Luna</a>, riferimento tuttavia inevitabile. Non fateveli scappare. Sorvoliamo l&#8217;Atlantico e facciamo un salto in Colorado, Mecca della legalizzazione (come hanno dimostrato i <a title="When weed replaces life: intervista ai CEPHALIC CARNAGE" href="http://metalskunk.com/2010/10/17/when-weed-replaces-life-intervista-ai-cephalic-carnage/" target="_blank">Cephalic Carnage</a>) ove allignano i <span style="color:#808000;"><strong>PRIMITIVE MAN</strong></span>, di fatto una reincarnazione dei già malatissimi <strong>Clinging to the Trees of a Forest Fire</strong>, il cui retroterra, a metà strada tra post-hardcore e metal estremo, sopravvive in questa nuovo viaggio all&#8217;inferno, tra ritmi che si trascinano come un ferito che striscia nel suo stesso sangue e riff alla carta vetrata sonnambuli e minimali. Se i Kongh ti avvolgono nelle loro spire lenti e inesorabili come un boa constrictor, il trio di Denver ti vomita addosso una colata di malessere e negatività così pesante da farti avvertire un disagio vivido e concreto, palpabile sin dal sinistro artwork.<span id="more-27005"></span> In questo campo a far la differenza (ché i giri di chitarra sempre quelli sono) è la componente emotiva. Le ragioni per cui <strong><em>Scorn</em></strong> mi ha inchiodato alla sedia e altri dieci lavori pressoché analoghi mi fanno sbadigliare stanno tutte qua. I Primitive Man non stanno bene, non stanno bene per niente, e ci tengono a farcelo sapere. Restando negli States, una rapida menzione va anche ai californiani <strong><span style="color:#808000;">XIBALBA</span></strong>, nuova scommessa della Southern Lord, il cui secondo full pare essere garbato parecchio alla critica d&#8217;oltreoceano. Entusiasmi che non condivido: il quintetto di Pomona non ha nulla di particolare che gli consenta di spiccare in una scena che definire inflazionata è un timido eufemismo. <strong><em>Hasta La Muerte</em> </strong>non è manco troppo monotono, sballottato com&#8217;è tra sludge classico alla <a title="CROWBAR – Sever The Wicked Hand (E1/Century Media)" href="http://metalskunk.com/2011/05/18/crowbar-sever-the-wicked-hand-e1century-media/" target="_blank">Crowbar</a>, HC moderno alla Earth Crisis e virate in territori più prettamente metal. Poco o nulla, però, riesce a lasciare il segno, anche a causa di un cantante ( per la cronaca, i testi sono in spagnolo) piuttosto inadeguato. Il tipico prodotto medio che, non appena questa roba avrà smesso di essere considerata<em> cool</em>, verrà stroncato senza pietà.</p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/orchid-the-mouths-of-madness-300x300.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-29051" alt="Orchid-The-Mouths-Of-Madness-300x300" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/orchid-the-mouths-of-madness-300x300.jpg?w=600"   /></a>Mi ero avvicinato a <strong><em>The Mouths Of Madness</em></strong>, seconda prova sulla lunga distanza degli <span style="color:#808000;"><strong>ORCHID</strong></span>, con tutti i pregiudizi di questo mondo. Il primo singolo uscito su Nuclear Blast, la meravigliosa <a title="Music to light your joints to #4" href="http://metalskunk.com/2012/10/30/music-to-light-your-joints-to-4/" target="_blank"><em>Heretic</em></a>, è una di quelle canzoni che quando sarò vecchio mi ricorderanno di questo periodo della mia vita. I due brani anticipati nelle scorse settimane (la title-track e <a title="Nuovo singolo degli ORCHID (e mo’ ce li vediamo pure dal vivo)" href="http://metalskunk.com/2013/02/24/nuovo-singolo-degli-orchid-e-mo-ce-li-vediamo-pure-dal-vivo/" target="_blank"><em>Wizard Of War</em></a>) mi avevano però spinto a temere che il contratto con l&#8217;etichetta crucca. che sta imponendo uno standard produttivo al mondo come Angela Merkel con la politica fiscale all&#8217;Europa, avrebbe comportato le solite funeste implicazioni. Il che, in parte, è avvenuto. Della produzione e del missaggio si sono occupati sempre il cantante/tatuatore Theo Mindell e Will Storkson, ma come fonico del mastering è arrivato Richard Witthaker, uno che ha lavorato per Thin Lizzy e, uhm, <a title="Dio è morto, i Sabbath no: ecco “God is dead?”, il primo singolo da ’13′" href="http://metalskunk.com/2013/04/19/dio-e-morto-i-sabbath-no-ecco-il-primo-singolo-da-13/" target="_blank">Black Sabbath</a>. E si sente. Non ho capito dunque se abbiano utilizzato la stessa attrezzatura vintage che aveva reso <strong><em>Capricorn</em> </strong>splendido proprio per la sua capacità inedita di rievocare in modo filologico le sonorità del Sabba Nero. Che poi, ok, non era detto si potesse costruire una carriera sul marchio di clone più fedele possibile della leggenda di Birmingham. Perciò è normale che la band di Frisco stia cercando di crearsi una personalità che vada oltre il mero citazionismo tarantiniano. I tuffi nella psichedelia sono più profondi, gli umori hard rock trasudano più densi, un paio di passaggi sono quasi kyussiani. E questi nove pezzi sono ispiratissimi, per quanto i plagi restino, come è giusto che fosse, estremamente scoperti (e, chissà perché, <em>Silent One</em> riprende in modo troppo esplicito per essere casuale l&#8217;attacco di <em>South Of Heaven</em>). <em>Capricorn</em> era fantastico. Non si può mettere la croce addosso agli Orchid per il solo fatto di non essere riusciti a ripeterlo. Perché <em>The Mouths Of Madness</em> si candida comunque alla palma di miglior disco doom del 2013.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/VA_Q8ci7bag?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/27005/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/27005/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=27005&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Schizzarsi in vena coi DOOM</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 14:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nunzio Lamonaca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mettete dei fiori nei vostri cannoni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono delle parole, delle frasi-tipo, che vi può capitare di sentire solo nei posti giusti perché altrove, più che essere insospettabili per quanto sono inedite, sarebbero totalmente fuori contesto. Parole come SERT, anarcoveganismo o Errico Malatesta. Allo stesso modo ci sono band che hanno senso di esistere solo in un preciso contesto temporale e [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29260&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/doom.jpg"><img class="alignleft  wp-image-29270" alt="doom" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/doom.jpg?w=360&#038;h=480" width="360" height="480" /></a>Ci sono delle parole, delle frasi-tipo, che vi può capitare di sentire solo nei posti giusti perché altrove, più che essere insospettabili per quanto sono inedite, sarebbero totalmente fuori contesto. Parole come SERT, anarcoveganismo o Errico Malatesta. Allo stesso modo ci sono band che hanno senso di esistere solo in un preciso contesto temporale e tutto. Per il ritorno degli <a href="http://metalskunk.com/2012/12/01/gli-amebix-ti-fanno-tana-e-annunciano-lo-scioglimento-forse/"><strong>Amebix</strong></a> avevamo chiuso un occhio (o, semplicemente, lo avevamo strizzato) ed è pure un peccato che la band stia tirando le cuoia dopo un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Zs5YwTsNX3o"><strong>disco</strong></a> controverso ma coraggioso. Ma per la reunion dei <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Uhnv5fDMopc"><strong>Doom</strong></a> facciamo proprio il tifo, senza alcun dubbio.</p>
<p>Erano passati in Italia pochissimi mesi fa (e mi lo sono persi per gli <a href="http://metalskunk.com/2012/09/27/extreme-noise-terror-xm24-bologna-22-09-2012/"><strong>Extreme Noise Terror</strong></a>) a seguito di un tour estenuante che li aveva visti primeggiare in alcuni dei festival più noti nell&#8217;underground d&#8217;oltreoceano. Già chiacchierata da tempo, la notizia, tiepida per quanto la line up sia stata pesantemente rimaneggiata almeno due volte tra split e morti improvvise, in realtà ci fa molto piacere: <strong><em>Corrupt Fucking</em> <em>System</em> </strong>è il nuovo disco che la band farà uscire per <strong>Black Cloud Records</strong> quest&#8217;estate. <span id="more-29260"></span>Nel frattempo potete godervi <strong>Stripped, Whipped &amp; Crucified </strong>(mica cazzi), traccia che oggi appare sulla comp retrospettiva che la netlabel <a href="http://moshpittragedy.com/"><strong>Moshpit Tragedy</strong></a> ha pubblicato sul suo popolare <strong><a href="http://moshpittragedy.bandcamp.com/album/25-years-of-crust">bandcamp</a> </strong>per celebrare i <em><strong>25 Years Of Crust</strong> </em>della band, appunto. Versate quel che vi pare o scaricate gratis, è la politica dell&#8217;etichetta in questione. Detto fatto.<strong><br />
</strong></p>
<p>Piccola noticina a margine. <strong>Mick Harris</strong> o no, senza i Doom oggi il mondo farebbe ancora più schifo, ne sono convinto. Spesso la fine che queste band fanno diventa pietosa tra acciacchi, dipendenze, famiglie e chili di troppo. Se ne becchi almeno un paio che hanno fatto della loro musica un vero stile di vita, non dico sia grasso che cola ma almeno è la conferma che nel tempo non proprio tutto è andato sprecato e che la violenza in musica può ancora avere una radice fortemente umana.</p>
<iframe width='300' height='415' style='position: relative; display: block; width: 300px; height: 415px;' src='http://bandcamp.com/EmbeddedPlayer/v=2/album=1698624521/size=grande3/bgcol=FFFFFF/linkcol=4285BB/' allowtransparency='true' frameborder='0'></iframe>
<p>Ciao mamma, guarda come mi diverto. (Nunzio Lamonaca)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29260/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29260&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">doom</media:title>
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		<title>THE FLIGHT OF SLEIPNIR &#8211; Saga (Eyes Like Snow)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Charles</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Black Sabbath]]></category>
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		<category><![CDATA[folk metal]]></category>
		<category><![CDATA[gruppi della madonna]]></category>
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		<category><![CDATA[stoner]]></category>
		<category><![CDATA[The Flight Of Sleipnir]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull’ultimo disco dei The Flight of Sleipnir ho cambiato idea almeno tre volte. Lore conteneva tutti i riferimenti di cui noi, gente per bene, avessimo bisogno: chitarre doom sabbathiane, black metal urlato or qui or là, psichedelia che non guasta mai, mitologia norrena nei testi, atmosfere inevitabilmente folkeggianti buttate a pioggia come in una partita [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29163&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/saga.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-29165" alt="Saga" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/saga.jpg?w=540&#038;h=540" width="540" height="540" /></a>Sull’ultimo disco dei <b><i>The Flight of Sleipnir</i></b> ho cambiato idea almeno tre volte. <b><i>Lore</i></b> conteneva tutti i riferimenti di cui noi, gente per bene, avessimo bisogno: chitarre doom sabbathiane, black metal urlato or qui or là, psichedelia che non guasta mai, mitologia norrena nei testi, atmosfere inevitabilmente folkeggianti buttate a pioggia come in una partita di poker a naturale continuazione di tutta questa insania. C’era davvero tutto e forse anche troppa roba dentro. <i>Lore</i> rappresentava il classico disco di una carriera perché riusciva a tenere così facilmente in equilibrio il su descritto caleidoscopio di generi tanto da mettere in grossa difficoltà la vostre capacità di archivisti nell’impilare gli ultimi acquisti (sezione doom? Folk? Stoner?). L’originalità degli Sleipnir risiedeva precisamente in questa abilità, oltre che nell’uso massiccio di suoni cari a sir Toni Iommi. La parabola dei due americanoni mi ricorda in parte quella di altri loro compatrioti, gli <a title="Formidabili quegli anni: DARKTHRONE, AGALLOCH, ROTTING CHRIST" href="http://metalskunk.com/2012/03/28/formidabili-quegli-anni-darkthrone-agalloch-rotting-christ/" target="_blank"><b>Agalloch</b></a> (verso i quali oggi sembrano tendere da un punto di vista strettamente musicale ma senza doverli seguire per forza nel baratro di ispirazione in cui quest’ultimi sono sprofondati), principalmente per l’evidente impossibilità di perpetrare ad libitum uno stile così particolare. Non si poteva rifare <i>Lore</i> all’infinito, dunque, e se si considera pure che a quel casatiello musicale non si poteva veramente aggiungere nient’altro senza rischiare il pastrocchio, si saranno detti che a voler fare sempre i funamboli prima o poi si casca. Allora mi viene da pensare che, se le premesse sono valide, i mondi possibili ove condurre il destriero di Odino per darsi una connotazione più accessibile (ma forse meno personale) potevano essere ipoteticamente tre: <span id="more-29163"></span></p>
<p>-aggiungersi al novero delle molteplici band sludge/doom metal di più o meno spudorata imitazione sabbathiana;<br />
-affidarsi totalmente ai riferimenti culturali e diventare una specie di paradosso viking metal americano;<br />
-condursi come uno dei tanti gruppi folk black metal afflitti da pessimismo e fastidio e pasciuti in seno alla copiosa ondata del post-qualcosismo (Agalloch) di questi anni ‘10.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/pAyV8dE0Y-0?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Inizialmente mi sembrava che con <b><i>Saga</i></b> il duo del Colorado stesse progressivamente imboccando la terza via, invece ora penso che siamo di fronte a qualcosa di ancora diverso. Il disco è sicuramente meno arzigogolato, il più morbido e comprensibile tra tutti quelli prodotti finora, e a chi li ascolti oggi per la prima volta difficilmente verrebbero in mente i <b>Black Sabbath</b> come primo riferimento perché qui pullulano le atmosfere pulite, le voci pulite, le chitarre pulite. Niente di male ma non è quello che inizialmente speravo dopo un già più armonioso e già meno sabbathiano <a href="http://metalskunk.com/2012/03/12/frattaglie-in-saldo-15/" target="_blank"><b><i>Essence of Nine</i></b></a>. Più in generale, rispetto alla sintomatologia da Mastro Lindo avrei preferito la freudiana fase anale dei chitarroni iommiani. Per quanto si riconosca il timbro familiare di David Csicsely e Clayton Cushman, la sostanza è che i TFoS stanno progressivamente diventando un’altra cosa. Palla al centro e messe da parte le idiosincrasie personali, dico pure che <i>Saga</i> dimostra chiaramente di avere nuove e ben precise, nonché splendide, forma e sostanza. È un disco che più lo si ascolta più si rischia di innamorarsi di esso perché ha delle melodie così belle che ti fanno mandare a quel paese tutti &#8216;sti ragionamenti. È connotato da una forte componente stoner ma sgrassata da quasi tutto lo sporco irriducibile strettamente doom (ci siamo capiti, dai) e ricca di nuove atmosfere eteree che affiancano la straniante psichedelia settantiana, con l’aggiunta di marcati richiami all’immaginario viking/epic. Tutto questo, che va progressivamente a sostituirsi a quanto di sulfureo è stato lasciato indietro, è comunque indice che in <i>Saga</i> vive ancora la mediazione mid-fi tra il sud del rock americano e il nord delle contaminazioni europee. (Charles)</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/rBr16yi-DXE?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29163/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29163/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29163&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">charlesbuscemi</media:title>
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		<media:content url="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/saga.jpg?w=600" medium="image">
			<media:title type="html">Saga</media:title>
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		<title>L&#8217;ex chitarrista degli Obituary cucina la metanfetamina e dopo chiama la polizia</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>trainspotting</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/inline-breaking-bad.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29292" alt="" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/inline-breaking-bad.jpg?w=600"   /></a></p>
<p style="text-align:left;">Finora Allen West era <i>quello antipatico degli Obituary</i>, d’ora in poi sarà <i>quello coglione degli Obituary</i>. La vita sul lago Panasoffkee in Florida scorreva tranquilla e ordinaria, quando a un certo punto alla centrale di polizia arriva la telefonata di Allen West, tutto agitato perché due neri gli avrebbero sfondato a calci la porta di casa, costringendolo a scappare nel bosco per nascondersi. Già l’incipit, considerati pure i protagonisti, sarebbe degno di un film di Guy Ritchie. Insomma la polizia, che senza quella telefonata non si sarebbe mai interessata ad Allen West se non per scapocciare durante <a href="http://www.youtube.com/watch?v=htlzOfQLN2g" target="_blank"><i>Redefine</i></a>, è dunque andata a casa sua per chiarire la situazione. A quel punto West non solo gli ha chiesto di accomodarsi, ma ha anche richiesto esplicitamente che gli perquisissero la casa! Gli sbirri hanno quindi sentito uno strano odore acido provenire dalla camera da letto: lì dentro hanno trovato un piccolo laboratorio chimico per preparare la metanfetamina, insieme a flaconi di nitrato d’ammonio, idrossido di sodio, un acido corrosivo e altre varie cosette utili allo scopo.</p>
<p>Dato che Allen West è un meth-head, un tossico di metanfetamina, e dunque uno che non ci sta per niente bene col cervello, prima ha cercato di giustificarsi dicendo che quell’attrezzatura l’avevano portata i due neri dopo avergli sfondato la porta, poi ha ammesso di averla usata lui. Al momento il nostro eroe è rinchiuso nella prigione di Bushnell, in Florida, dove si è presentato con questa faccia: <span id="more-29289"></span></p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/allen_west_obituary_mug_shot.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29290" alt="allen_west_obituary_mug_shot" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/allen_west_obituary_mug_shot.jpg?w=600"   /></a></p>
<p>Questa disavventura degna di un personaggio sfigato di <i>Breaking Bad</i> non è la prima per West, che già in passato aveva potuto provare le gioie delle docce in galera per aver guidato in stato di ebbrezza per tre volte in un anno; peraltro poco fa ci si chiedeva quale cazzata avesse fatto già nel 1990, quando fu cacciato dagli <a title="Twilight of the Gods: quando gli Obituary erano gli Obituary" href="http://metalskunk.com/2010/09/21/twilight-of-the-gods-quando-gli-obituary-erano-gli-obituary/" target="_blank">Obituary</a> dopo solo un album, nonostante componesse lui buona parte della musica. Anche nei <a title="SIX FEET UNDER – Unborn (Metal Blade)" href="http://metalskunk.com/2013/03/29/six-feet-under-unborn-metal-blade-2/" target="_blank">Six Feet Under</a> fu sbattuto fuori dopo un solo disco. Gli Obituary poi lo ripresero con loro, ma il soggetto non dev’essere per niente semplice visto che sono stati costretti a mandarlo via di nuovo. Comunque, se volete far uscire il povero Allen West dal carcere della Contea di Sumter, potete versare 40.000 dollari di cauzione allo sceriffo della città. <a href="http://www.thevillagessuntimes.com/article/man-calls-911-lake-panasoffkee-gets-busted-meth-lab" target="_blank">Questo</a> è l’articolo sul giornale locale. E che il Dio vendicativo dell’Antico Testamento salvi gli Stati Confederati d’ America. (Roberto ‘Trainspotting’ Bargone)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29289/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29289&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Frattaglie in saldo #17</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 08:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccio Russo</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/03/evil-dead1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-28060" alt="Evil-Dead" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/03/evil-dead1.jpg?w=600&#038;h=337" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Inizialmente l&#8217;idea era dedicare questa puntata di <em>frattaglie in saldo</em> alle uscite death metal del 2012 dei quali ritenevo valesse la pena parlare ma che non sono riuscito a recensire all&#8217;epoca per meri motivi di tempo. Perché, come dice <a href="http://metalskunk.com/2013/01/04/gente-che-mangia-la-soia-9-il-veglioncino-dei-bambini/" target="_blank">Nunzio</a>, spesso si passano i primi mesi dell&#8217;anno nuovo a recuperare dischi dell&#8217;anno vecchio. Come, dunque, non voler dire la propria sugli <strong>Abonimable Putridity</strong>, nuova promessa dell&#8217;underground brutal russo? Come non dedicare il giusto spazio al ritorno dei <strong>Masachist</strong>, cult band polacca oggetto in passato di un dotto <a title="Culti dissepolti: MASACHIST." href="http://metalskunk.com/2010/08/28/culti-dissepolti-masachist/" target="_blank">approfondimento</a> a cura del desaparecido Matteo Cortesi? Come sottovalutare il contributo alla scena svedese dei <strong>Necrovation</strong>? E così via. Solo che, così facendo, uno si ritroverebbe subito punto e a capo, con una caterva di nuove release accumulatesi nel frattempo. E quindi ciccia. Ho capito che gli album dell&#8217;anno prima sono come le <a href="http://www.youtube.com/watch?v=l4Q7urIVYAE" target="_blank"><em>belles passants</em> </a>di Brassens. Ogni lasciata è persa. <em>Entonces</em>, che sul pezzo si stia. Partiamo da una nostra vecchia conoscenza, i <strong><span style="color:#000080;"><a href="http://defeatedsanity.bandcamp.com/" target="_blank"><span style="color:#000080;">DEFEATED SANITY</span></a></span></strong>, che avevo scoperto con il precedente <a title="Frattaglie in saldo #8" href="http://metalskunk.com/2011/02/05/frattaglie-in-saldo-8/" target="_blank"><em>Chapters Of Repugnance</em></a> e del cui nuovo album, <strong><em>Passages Into Deformity</em></strong> <em>(Willowtip),</em> vi avevamo già spiattellato un&#8217;<a title="Skunk Jukebox: the Rohrwacher edition" href="http://metalskunk.com/2013/01/02/skunk-jukebox-the-rohrwacher-edition/" target="_blank">anteprima</a>. Il brutal ipertecnico con scappellamento a destra non è certo la mia tazza di té, eppure questi feroci tedesconi non smettono di piacermi. A rendere questo macello di blast beat e cambi di tempo differente da tanto materiale omologo di provenienza statunitense sono i suoni, cupi e freddi ma non troppo plastificati, un&#8217;attitudine piuttosto old school e, <em>last but not least</em>, una forza d&#8217;urto impressionante, segno che ai berlinesi interessa più fare male che mostrare quanto siano bravi con gli strumenti. Del resto non stiamo parlando certo di pivellini; stanno in giro da quasi due decadi e le regole del genere le conoscono bene. Lo dimostrano randellate spaccacrani come <em>Verblendung</em> o <em>The Purging</em>, che faranno breccia tra le cervella di ogni appassionato di efferatezze soniche. Solo ora mi rendo conto che il batterista, unico membro superstite della line-up originale, si chiama LILLE GRUBER.</p>
<p>L&#8217;insanguinato vessillo dei <strong><span style="color:#000080;"><a href="https://www.facebook.com/grandsupremebloodcourt" target="_blank"><span style="color:#000080;">GRAND SUPREME BLOOD COURT</span></a></span></strong> raccoglie tre quarti dell&#8217;attuale line-up degli <strong>Asphyx</strong> (il batterista Bob Bagchus, il cantante Martin van Drunen e il bassista Alwin Zuur), più Eric Daniels, storica ascia degli olandesi ai tempi di <em>The Rack</em>, e il bassista degli Hail Of Bullets, Theo Van Eekelen.<span id="more-28059"></span> <em><strong>Bow Down Before The Blood Court</strong> (Century Media),</em> preso come <em>divertissement,</em> è pure grazioso, ma somiglia troppo a una versione ripulita e svedeseggiante (nel senso entombediano del termine) della band madre per interessare davvero. Ruvide cavalcate, lugubri stacchi doom, l&#8217;ombra degli Ophtalamia nei frangenti più riflessivi, suoni abbastanza moderni, un approccio tra il ruffiano e il caciarone. Non male, però non morde come dovrebbe. E dall&#8217;inevitabile confronto con <a title="ASPHYX – Deathhammer (Century Media)" href="http://metalskunk.com/2012/02/28/asphyx-deathhammer-century-media/" target="_blank"><em>Deathhammer</em></a> esce perdente. Sfizioso il concept, che ruota intorno a una specie di spietata inquisizione anticristiana, la <em>Grand Supreme Blood Court</em> appunto, che infligge pene terrificanti ai rei.Voi un ascolto concedeteglielo lo stesso, non si sa mai. Ci si domanda, più che altro, perché gli Asphyx non si riprendano direttamente Daniels dato che, se hanno messo su un side-project insieme, i rapporti non dovrebbero essere proprio pessimi.</p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/martyrs_still2081.jpg"><img class="alignright  wp-image-29108" alt="martyrs_still2081" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/martyrs_still2081.jpg?w=361&#038;h=243" width="361" height="243" /></a>Quella degli <span style="color:#000080;"><a href="http://svartcrown.bandcamp.com/" target="_blank"><span style="color:#000080;">SVART CROWN</span></a></span> è una svolta curiosa e un po&#8217; furbetta ma non inedita. Li avevamo lasciati con il discreto <a title="Frattaglie in saldo #9" href="http://metalskunk.com/2011/03/13/frattaglie-in-saldo-9/" target="_blank"><em>Witnessing The Fall</em></a>, death/black canonico ma funzionale, un po&#8217; alla Behemoth. Con <em><strong>Profane,</strong> (Listenable)</em>, loro terzo album, i francesi cambiano pelle e si reinventano inserendo forti richiami al post-hardcore più oscuro e tagliente, un crossover già tentato, con risultati migliori, da act americani come i <a title="Frattaglie in saldo #4" href="http://metalskunk.com/2010/11/02/frattaglie-in-saldo-4/" target="_blank">Black Anvil</a> e i <a title="Look what Relapse dragged in #2" href="http://metalskunk.com/2011/08/13/look-what-relapse-dragged-in-2/" target="_blank">Tombs</a>. L&#8217;esperimento riesce però a metà: si sente che non è esattamente cosa loro, e gli episodi più ispirati restano quelli dove riemerge la componente death metal fangosa alla <strong>Morbid Angel </strong>o quella epica &amp; maligna (<em>Until The Last Breath</em>), più che i momenti dove giocano a fare i fratellini cattivi dei <a title="CULT OF LUNA // THE OCEAN // LO! @Traffic, Roma 24.04.2013" href="http://metalskunk.com/2013/04/29/cult-of-luna-the-ocean-lo-traffic-roma-24-04-2013/" target="_blank">Cult Of Luna</a>.  Il classico esempio di scuola di &#8220;passo più lungo della gamba&#8221;.</p>
<p>Non si spostano invece di una virgola (né si capisce perché dovrebbero fare altrimenti) quei simpatici guerrafondai dei <strong><span style="color:#000080;"><a title="Ribaltare carri armati con i JUNGLE ROT" href="http://metalskunk.com/2013/03/16/ribaltare-carri-armati-con-i-jungle-rot/" target="_blank"><span style="color:#000080;">JUNGLE ROT</span></a></span></strong>, il tipico gruppo che fa più o meno sempre la stessa cosa ma, disco dopo disco, continua a farla sempre meglio.<em><strong> Terror Regime</strong> (Victory)</em>, settimo full in quasi vent&#8217;anni, è ancora più essenziale e diritto all&#8217;obiettivo del precedente <em>Kill On Command</em> (recensito in una <a href="http://metalskunk.com/2011/09/06/frattaglie-in-saldo-13/" target="_blank">precedente edizione</a> di questa amabile rubrichina), grazie a una componente hardcore, sottile ma tangibile, che aumenta esponenzialmente la carica distruttiva di un death/thrash d&#8217;assalto, dai riferimenti piacevolmente datati (agli altri vecchiacci in ascolto potrebbe venire in mente gentaglia come Holy Terror e Devastation) ma tutt&#8217;altro che passatista e stantio. Sempre azzeccati e funzionali al contesto i fugaci sprazzi melodici, che possono ricordare gli ultimi <a title="SODOM – In War And Pieces (SPV)" href="http://metalskunk.com/2011/01/28/sodom-in-war-and-pieces-spv/" target="_blank">Sodom</a>. Ci spariamo il video della title-track scapocciando fortissimo e menando pugni contro il muro:</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/cAEf33fN9LY?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Per non recensire solo gruppi che erano già attivi quando frequentava la quarta ginnasio, chiudiamo con gli ep di debutto di tre giovani accolite di sfascioni. Torniamo in terra di Cermania con <strong><em>Founded On The Shambles</em></strong>, quattro canzoni con le quali vedono la luce i <span style="color:#000080;"><strong><a href="http://www.blackwatermetal.de/" target="_blank"><span style="color:#000080;">BLACKWATER</span></a></strong></span>. Death metal tecnico, dai suoni fin troppo moderni (lo stacchetto meshuggoso un paio di volte salta fuori), che erompe in cruente mitragliate black e ripiega su un riffing cadenzato e inquieto alla <a title="IMMOLATION – “Majesty and Decay” (Nuclear Blast)" href="http://metalskunk.com/2010/04/08/immolation-majesty-and-decay-nuclear-blast/" target="_blank">Immolation</a>. Devono ancora trovare una loro identità ma le cose che funzionano superano le ingenuità. Da aspettare al varco tra un paio d&#8217;anni. Di recentissima formazione anche i romani <span style="color:#000080;"><a href="https://it-it.facebook.com/galeraromahardcore" target="_blank"><span style="color:#000080;">GALERA</span></a></span>, che raccolgono tre ex membri degli Ebola che, reclutato il batterista dei Payback, hanno dirottato verso territori più vicini al postcore. Nelle cinque tracce di <strong><em>Roma Isterica</em></strong> si passa da sfuriate che ricordano nello spirito la vecchia band a momenti più riflessivi alla Converge, che spesso si trasformano in sferragliate dal sapore più metallaro (<em>Sanguine</em>). Azzeccata la scelta del cantato in italiano, che funziona soprattutto nei momenti meno frenetici. Da riascoltare con una produzione migliore, dato che i pezzi sono piuttosto strutturati. Hardcore de &#8216;sta città. Chiudiamo con i <span style="color:#000080;"><a href="https://www.facebook.com/grislyamputation" target="_blank"><span style="color:#000080;">GRISLY AMPUTATION</span></a></span> da Pittsburgh, brutal death trucido con spremute di budella goregrind. Più dinamici e divertenti della media del genere, che non frequento moltissimo, però ogni tanto capita qualcuno che ti sta simpatico senza motivo. Tipo i <a title="Frattaglie in saldo #16" href="http://metalskunk.com/2012/11/01/frattaglie-in-saldo-17/" target="_blank">Putrid Pile</a>. O questi qua. Meraviglioso il titolo <em>Scraping The Resin From Your Lungs</em>, che suggerisce una tattica estrema da adottare quando finisce l&#8217;erba e hai in casa un altro cannabinomane. Quanto ai lunghissimi sample dai film splatter, non ne ho riconosciuto manco uno. È che non sono molto aggiornato ultimamente, che con l&#8217;età mi sono spostato sui western e sui film di guerra. Forse dovrei rivedermelo un Massaccesi, ogni tanto. E <strong><em>Cannibalistic Tendencies</em></strong> è un po&#8217; come un Massaccesi ogni tanto. Lo trovate tutto su <a href="http://grislyamputation.bandcamp.com/album/cannibalistic-tendencies" target="_blank">bandcamp</a>.</p>
<p>Vi lascio con i genovesi <span style="color:#000080;"><a href="https://it-it.facebook.com/varego" target="_blank"><span style="color:#000080;">VAREGO</span></a></span> e il video ufficiale di <em>Soul To Devou</em>r, da <em><b>TVMVLTVM</b></em>, prodotto da Billy Anderson, ora al lavoro sul loro secondo album, previsto nei prossimi mesi. Post-qualcosa ritualistico e tooliano a tinte stoner. Sono fissati con Lovecraft e i <a href="http://www.youtube.com/watch?v=TTKhnkW1lWg" target="_blank">polpi</a>, quindi ne dovevo parlare per forza. Arimortis.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/ohp_fu4B_W4?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/28059/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/28059/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=28059&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>ROMAOBSCURA @Traffic, Roma 05.05.2013</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 08:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Charles</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriviamo al Traffic con un leggerissimo ritardo e gli Shores Of Null, gruppo romano che unisce riferimenti death, doom e prog, stanno consumando le loro ultime note. Un po’ me ne dispiaccio perché ero curioso ma è tutta colpa di Ciccio che ha voluto mangiarsi una cosa prima ‘perché dopo ci viene fame e non [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29211&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2011/01/romaobscura.jpg"><img class="alignleft  wp-image-28317" alt="romaobscura" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2011/01/romaobscura.jpg?w=252&#038;h=504" width="252" height="504" /></a>Arriviamo al <b>Traffic</b> con un leggerissimo ritardo e gli <b>Shores Of Null</b>, gruppo romano che unisce riferimenti death, doom e prog, stanno consumando le loro ultime note. Un po’ me ne dispiaccio perché ero curioso ma è tutta colpa di Ciccio che ha voluto mangiarsi una cosa prima <i>‘perché dopo ci viene fame e non troviamo un cazzo di commestibile lì intorno’</i>. In fin dei conti c’è correità da parte mia perché pure io avevo fame e certe cose non me le faccio ripetere due volte. Non ce ne vorranno anche i <b>Blind Horizon</b> (che chi è di Roma conosce per forza), gli <b>Apathia</b> e i <b>Vidharr</b>, che sono pure loro di Roma e &#8211; gli ultimi due &#8211; fanno black metal. Ma noi eravamo venuti principalmente per i <b>Negură Bunget</b>. Scambiamo due parole con un simpatico ecuadoregno che ci racconta in un ottimo italiano, che se io parlassi spagnolo allo stesso modo me ne andrei subito in Ecuador, che i gruppi sentiti fino a quel momento erano stati fichi e gli crediamo sulla parola. Insomma, mollato il simpatico amico, ci presentiamo al banchetto dei cd e il mio sodale si compra subito <b><i>OM</i></b> dei succitati Negură e io gli faccio notare che se lo dovrà tenere in mano per tutta la durata del festival perché non aveva le tasche. Poi, non contento, il mio compare si carica pure di un giornaletto raccattato li intorno, di una birra e si accende una sigaretta. La dea Kali glie fa ‘na pippa. Io invece, che sono più furbo di lui, me ne comprerò due di cd dei Negură ma solo alla fine del concerto e riuscirò pure a trattare sul prezzo. Intanto perché coi rumeni devi trattare per forza sennò si offendono e poi perché la custodia era rotta. Al banchetto c’era la cantante dei <b>Din Brad</b> che al momento non avevamo presente ma che di lì a poco ‘prenderà cappello’ e si metterà alla conduzione del successivo show. A conferma della mie parole, vi dico pure che Ciccio non solo non ha trattato sul prezzo ma ha anche osato ringraziarla nella sua lingua madre, che lui mastica come un chewingum, e lei lo ha guardato malissimo. Probabilmente le avrà mosso qualche offesa gravissima alla santa trinità della Bucovina che lei non ha particolarmente apprezzato oppure l’avrà invitata a un college foam party senza saperlo. Intanto ho rosicato perché mi sono dovuto accontentare di una versione digipack di <b><i>Vîrstele Pămîntului</i></b> che speravo di trovare in edizione limitata, quella confezionata in una scatola di legno con dentro la terra delle loro parti (giuro).<span id="more-29211"></span></p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/-0MbIqipfDc?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>I Din Brad sono il progetto neofolk di <b>Negru</b> il cui esordio, <b><i>Dor</i></b>, dell’anno passato, non mi aveva per nulla esaltato. Ma sai, c’è Negru e quindi te lo devi per forza far piacere. Ma niente, purtroppo anche dal vivo sento che manca qualcosa, il suono è pulito e perfetto come solo il Traffic ci ha abituato ormai da tempo ma è proprio nei pezzi proposti che sembra manchi qualcosa, come se, nel perseguire il tentativo di togliere totalmente la parte metal dei Negură per dar maggior risalto alle parti folkloristiche, Negru avesse sfrondato con l’accetta un po’ troppo. Quindi è come se i pezzi risultassero scarni. Che poi comunque il senso della musica dei Din Brad risiede proprio in questa estrema semplicità di espressione, che è il loro modo di rappresentare la vicinanza con la natura. Il nome del gruppo in italiano è l’abete, l’albero a cui ogni neonato nella loro tradizione viene simbolicamente affidato e del quale sarà compagno per tutta la vita. Le tradizioni romene sarebbero da studiare con attenzione perché poi scopri cose bellissime come questa. Ho letto che quando uno muore lontano da casa al suo posto viene sepolto un abete proprio per simboleggiare la fortissima connessione con la natura. Tipo <em>Avatar</em>. Ma noi non ci abbattiamo e ci facciamo condurre dalla inquietante voce della strega dei Din Brad, così meschinamente ribattezzata, verso il bancone del bar perché le molteplici mani del mio compare cominciavano a svuotarsi di tutte le cose inutili che aveva raccattato fino ad allora. Comunque un momento degno di menzione di questa performance appena terminata è stato quando il pantagruelico Negru si alza da dietro il suo Trono di Pelli (sequel del Trono di Spade) e si appropinqua a uno strumento di legno mai visto prima su cui comincia a battere freneticamente con due martelletti anch’essi di legno. In pratica è una lunga asse sospesa che fa il rumore del legno che batte sul legno. Semplice e geniale se ci pensate. Era tutto intarsiato e nella parte superiore c’erano due lupi che si fronteggiavano, tanto che la cosa mi ha ricordato il serpente uroboro. Negru ha poi suonato anche il Dulcimer, tipo quelli che si vedono nella metro B ogni tanto, per intenderci.</p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/rumeni.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-29222" alt="rumeni" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/rumeni.jpg?w=300&#038;h=278" width="300" height="278" /></a>Ci accomodiamo fuori per pochi minuti ripromettendoci di rientrare subito anche se al Traffic adesso hanno messo delle tavole di legno fuori e sono aumentati i posti a sedere quindi non ti viene più di alzarti. Col timore che arrivasse Negru a far risuonare pure quei legni di fuori, rientriamo che i <b>The Foreshadowing</b> stanno per iniziare e lo senti dal rombo potente della batteria di Giuseppe Orlando dei <b>Novembre</b> (credo fosse lui). I romani suonano benissimo ma fanno un genere che tendo ad ascoltare sempre meno, essendo legato ad un preciso periodo della mia vita. Quindi non sono la mia tazza di tè, come usiamo spesso dire da queste parti. Però è palese che il pubblico intorno apprezza molto e c’è anche gente che si canta i testi a memoria. Poi al mixer intravedo Christian Ice che è uno serio. Lo incontreremo poco dopo fuori alla fine della performance dei The Foreshadowing e scambiamo pure due chiacchiere con <a href="http://metalskunk.com/2012/02/05/nemo-propheta-in-patria-intervista-a-sonya-scarlet-theatres-des-vampires/"><b>Sonya Scarlet</b></a> che era venuta principalmente per loro. Ma è arrivato il momento tanto atteso e nemmeno le comode sedie del Traffic ci impediscono di perderci anche una sola nota dei <b>Negură Bunget</b>. Sua maestade Negru si assedia nuovamente sul Trono di Pelli e comincia la sfuriata. È inutile che ve la stia a menare ancora a lungo, tanto avete capito quanto ci stiamo di sotto coi rumeni ma mi sento di comunicarvi che il vero personaggio della serata è stato lo stranitissimo polistrumentista <b>Petrică Ionuţescu</b> il quale ci sbatte in faccia tutta la sua perizia e abilità nel passare dalle tastiere, al flauto di Pan, al Kaval (un altro flauto più lungo) per finire col Bucium!</p>
<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/20130505_2327181.jpg"><img class="alignleft  wp-image-29218" alt="20130505_232718" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/20130505_2327181.jpg?w=346&#038;h=461" width="346" height="461" /></a>Probabilmente trattavasi del Tulnic, che è una cosa simile, ma comunque, caro Petrică, su una cosa non ci piove, ce l’hai più lungo tu. Due parole ancora sull’attitudine con l’A maiuscola di questa gente che se ne va in giro per l’Europa portandosi dietro una tavola di legno massello che peserà un quintale e un trombone lungo quasi tre metri. Poi ti faceva pure tenerezza il povero Petrică che cercava di barcamenarsi in mezzo a tutta ‘sta legnaia e che non sapeva dove piazzare la roba per non intralciare gli altri o non ferire qualche fan in prima linea. Ora, vorrei ribadire che noi come redazione siamo e saremo, per questioni etiche e morali, sempre dalla parte dei <b>Dordeduh</b>, che poi scoprimmo proprio su queste pagine in tempi non sospetti prima che se ne uscissero con quel discone che fu <a href="http://metalskunk.com/2012/11/05/musica-di-un-certo-livello-9-my-dying-bride-tiamat-dordeduh/"><b><i>Dar de Duh</i></b></a>. Dovuta la premessa (chi è interessato a rinfrescarsi la memoria sulla diatriba tra Negru, Hupogrammos e Sol Faur <a href="http://metalskunk.com/2011/07/06/spacco-botilia-ammazzo-familia-speciale-folk-black-metal-rumeno/">venga qui</a>), bisogna dire che non ci aspettavamo dei Negură così massicci e convincenti. E vi dirò pure che il secondo corso dei Negură lo preferisco al primo. Punto e accapo e passiamo agli headliner, gli <b>October Tide</b>, che sono più famosi per il fatto che dentro ci sono passati mezzi <a title="Gente che si scandalizza meno: KATATONIA – Dead End Kings (Peaceville)" href="http://metalskunk.com/2012/10/15/gente-che-si-scandalizza-meno-katatonia-dead-end-kings-peaceville/" target="_blank"><b>Katatonia</b></a> ma che oggi come oggi non mi danno grandi emozioni. Sarà che se ne sono andati via il cantante e il bassista precedenti per dedicarsi a tempo pieno agli <a href="http://metalskunk.com/2012/05/29/in-mourning-the-weight-of-oceans-spinefarm/"><b>In Mourning</b></a> (che hanno fatto un discone con i contro). A Ciccio l’ultimo disco degli svedesi è piaciuto, a me ha fatto due palle ma devo ammettere che dal vivo si sono presentati più che bene. Tra uno sbadiglio e l’altro (perdonerete ma la missione era già compiuta), il cantante Alexander Högbom se ne esce con una frase che gli fa guadagnare mille punti su una scala da uno a mille. Visto che ai suoi occhi, abituati probabilmente a suonare di fronte a soggetti depressi del nord Europa, sembrava strano che la gente si stesse divertendo di brutto e che tutti ridessero per aver passato una sì lieta serata lui fa: <i>Are you happy? </i><i>Because I’m trying to make you sad!</i> Grandissimo, stima profonda. (Charles)</p>
<p>Non c’entrano nulla, anzi no, ci entrano eccome:</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29211/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29211/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29211&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>THE MONOLITH DEATHCULT &#8211; Tetragrammaton (Season Of Mist)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 08:36:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[caccia la Bontempi che non sei capace]]></category>
		<category><![CDATA[death metal]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Tetragrammaton]]></category>
		<category><![CDATA[The Monolith Deathcult]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre faticato a comprendere l&#8217;adorazione nei confronti di questa band: acclamati da molti come i nuovi Morbid Angel, considerati capaci di fondere in modo eccellente l&#8217;assalto tipico del death metal con le atmosfere dell&#8217;industrial e dell&#8217;elettronica in genere. Personalmente, non sono mai riuscito ad arrivare in fondo ad un loro album senza sbadigliare prepotentemente, [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29147&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/the-monolith-deathcult-tetragrammaton-2013.jpg"><img class="size-medium wp-image-29153 alignleft" alt="the-monolith-deathcult-tetragrammaton-2013" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/the-monolith-deathcult-tetragrammaton-2013.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" /></a>Ho sempre faticato a comprendere l&#8217;adorazione nei confronti di questa band: acclamati da molti come i nuovi <strong>Morbid Angel</strong>, considerati capaci di fondere in modo eccellente l&#8217;assalto tipico del death metal con le atmosfere dell&#8217;industrial e dell&#8217;elettronica in genere. Personalmente, non sono mai riuscito ad arrivare in fondo ad un loro album senza sbadigliare prepotentemente, e purtroppo questo <em><strong>Tetragrammaton</strong></em> non fa differenza.</p>
<p>I <strong>The Monolith Deathcult</strong> nascono in <strong>Olanda</strong> nel 2002 e dopo due dischi che francamente non ho mai sentito nemmeno per sbaglio pubblicano, nel 2008, <strong><em>Trivmvirate</em></strong>, l&#8217;album del botto che li proietta (chissà perché poi) nell&#8217;Olimpo delle nuove divinità del death metal. Va detto che se non altro <em><strong>Trivmvirate</strong></em> aveva qualche idea interessante come <strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wIfU0Y1n4F4" target="_blank">Deus Ex Machina</a></em></strong> e <em><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jFQdvaU-JlY" target="_blank">Wrath Of The Ba&#8217;ath</a></strong></em> ma la questione si chiudeva lì. In <strong><em>Tetragrammaton</em></strong> non c&#8217;è invece nulla di memorabile o anche solo lontanamente interessante<span id="more-29147"></span>: produzione bombastica che neanche i <strong><em><a href="http://metalskunk.com/2011/11/18/america-the-brootal-iced-earth-five-finger-death-punch-prophecy/" target="_blank">Five Finger Death</a></em></strong><em><a href="http://metalskunk.com/2011/11/18/america-the-brootal-iced-earth-five-finger-death-punch-prophecy/" target="_blank"> Punch</a></em><em>;</em> blastbeat un tanto al chilo e orchestrazioni buttate là per cercare di dare un tono epico ad un album che di epico non ha nemmeno l&#8217;artwork.</p>
<p>Ripeto: non riesco a capire come si possa adorare una band che ha come unico &#8220;pregio&#8221; quello di aver saputo mettere in musica il concetto di &#8220;manie di grandezza&#8221;. <strong><em>Tetragrammaton</em></strong> è pretenzioso, arrogante, abbaia senza mai mordere sul serio e soprattutto, è fastidiosamente noioso. Se a questo aggiungiamo che le canzoni non scendono mai sotto i 6 minuti di durata potete capire anche voi che sforzi titanici mi sono dovuto sparare per riuscire ad arrivare alla fine senza collassare finendo direttamente in fase REM senza passare dal via. Il popolo di Internet già osanna il nuovo capolavoro della band olandese ma mi viene il dubbio che si sia ormai affermata un&#8217;adorazione incondizionata e ingiustificata nei confronti di band che hanno come unico punto forte il sapersi presentare in pompa magna. Che poi voglio dire, questi ci mettono 5 anni a comporre un disco e mi devi pure rifilare un polpettone assurdo che neanche alla festa della cotica? Ascoltare <em><strong>Tetragrammaton</strong></em> è come bersi una birra scadente in spiaggia sotto il sole d&#8217;Agosto: ti stordisce, ma in senso brutto. Piuttosto ascoltatevi il nuovo <strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bTDzE_Gv1-A" target="_blank">Cerekloth</a></em></strong> che spacca. (Luca Bonetta)</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29147/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29147/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29147&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>R.I.P. Jeff Hanneman (1964-2013)</title>
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		<pubDate>Fri, 03 May 2013 07:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccio Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba varia]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Hanneman]]></category>
		<category><![CDATA[Slayer]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno si sveglia e uno dei primi contatti con la realtà è questo comunicato sul sito ufficiale degli Slayer: Slayer is devastated to inform that their bandmate and brother, Jeff Hanneman, passed away at about 11AM this morning near his Southern California home. Hanneman was in an area hospital when he suffered liver failure. He [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29141&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/jeff-hanneman.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-29142" alt="jeff-hanneman" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/jeff-hanneman.jpg?w=600&#038;h=337" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Uno si sveglia e uno dei primi contatti con la realtà è questo comunicato sul sito ufficiale degli Slayer:</p>
<p><em>Slayer is devastated to inform that their bandmate and brother, Jeff Hanneman, passed away at about 11AM this morning near his Southern California home. Hanneman was in an area hospital when he suffered liver failure. He is survived by his wife Kathy, his sister Kathy and his brothers Michael and Larry, and will be sorely missed.</em></p>
<p>Non si sa ancora se i problemi al fegato che hanno stroncato il chitarrista fossero legati alla <a title="Jeff Hanneman si becca il batterio mangia-carne, Slayer in tour con un sostituto" href="http://metalskunk.com/2011/02/15/jeff-hanneman-si-becca-il-batterio-mangia-carne-slayer-in-tour-con-un-sostituto/" target="_blank">fascite necrotizzante</a> che lo aveva colpito oltre due anni fa in seguito al morso di un ragno, costringendolo a ritirarsi dai palchi.<span id="more-29141"></span> Eppure le <a title="Slayergate: Dave Lombardo riforma i Grip Inc. (e intanto si rivede in giro Hanneman)" href="http://metalskunk.com/2013/04/11/slayergate-dave-lombardo-riforma-i-grip-inc-e-intanto-si-rivede-in-giro-hanneman/" target="_blank">ultime notizie</a> lo davano in recupero, si era addirittura fatto rivedere dai compagni in sala prove.</p>
<p>Quello schivo, quello in disparte, quello che non sorrideva mai, che dal vivo teneva sempre fissi sullo strumento gli occhi perennemente coperti dalla zazzera bionda. Ma <em>Angel Of Death, Raining Blood, South Of Heaven, War Ensemble, Dead Skin Mask</em> portano tutte la sua firma. La vera anima nera del gruppo era lui. E gli stessi Slayer, da un certo punto di vista, hanno smesso di esistere oggi.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/VwXysS3iTfo?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29141/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29141/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29141&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">jeff-hanneman</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>E finalmente ho una scusa per parlarvi dei VEKTOR</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 16:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciccio Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba varia]]></category>
		<category><![CDATA[Thrash metal]]></category>
		<category><![CDATA[Vektor]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai conoscerete benissimo la Scion A/V, propaggine discografica della Scion (costruttore controllato dalla giapponese Toyota) che negli ultimi anni ha dimostrato una spiccata predisposizione per il metallo pesante, mettendo a disposizione in download gratuito sul proprio sito internet decine di ep, tutti rigorosamente inediti, di gruppetti mica male (Immolation, Melvins, Meshuggah e Saint Vitus i primi che mi [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29121&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/vektor.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29124" alt="vektor" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/05/vektor.jpg?w=600&#038;h=357" width="600" height="357" /></a>Ormai conoscerete benissimo la <strong>Scion A/V</strong>, propaggine discografica della Scion (costruttore controllato dalla giapponese Toyota) che negli ultimi anni ha dimostrato una spiccata predisposizione per il metallo pesante, mettendo a disposizione in download gratuito sul proprio <a href="http://www.scionav.com/index" target="_blank">sito internet</a> decine di ep, tutti rigorosamente inediti, di gruppetti mica male (<a title="I nuovi ep di IMMOLATION e WORMROT scaricabili gratis!" href="http://metalskunk.com/2011/10/13/i-nuovi-ep-di-immolation-e-wormrot-scaricabili-gratis/" target="_blank">Immolation</a>, <a title="Scarica aggratis il nuovo ep dei MELVINS" href="http://metalskunk.com/2012/03/28/scarica-aggratis-il-nuovo-ep-dei-melvins/" target="_blank">Melvins</a>, <a title="Scarica gratis i nuovi ep di MESHUGGAH e GATES OF SLUMBER" href="http://metalskunk.com/2013/02/05/scarica-gratis-i-nuovi-ep-di-meshuggah-e-gates-of-slumber/" target="_blank">Meshuggah</a> e <a title="Scarica gratis il nuovo ep dei Saint Vitus" href="http://metalskunk.com/2012/10/19/scarica-gratis-il-nuovo-ep-dei-saint-vitus/" target="_blank">Saint Vitus</a> i primi che mi vengono in mente). L&#8217;ultima chicca regalataci dalla nostra casa automobilistica preferita giunge particolarmente gradita perché mi da l&#8217;occasione di parlarvi di un act ancora relativamente poco noto ma che merita l&#8217;attenzione dei vostri timpani piuttosto e anzichenò: i techno-thrasher statunitensi <a href="http://www.myspace.com/vektor" target="_blank">Vektor</a>.</p>
<p>Il principale motivo per cui questo quartetto di Philadelphia è diventato un mio pallino è il loro essere probabilmente l&#8217;unica band al mondo a ispirarsi in modo esplicito (a partire dal logo) ai miei adorati <a title="Doppia recensione: VOIVOD – Target Earth (Century Media)" href="http://metalskunk.com/2013/02/19/doppia-recensione-voivod-target-earth-century-media/" target="_blank">Voivod</a>. Il genere è quindi un thrash tecnico complesso nelle strutture ma possente e assassino nell&#8217;impatto, che guarda ai canadesi anche nel concept distopico e fantascientifico. Non sono tuttavia dei cloni<span id="more-29121"></span>, c&#8217;è della personalità nel loro assalto fatto di riff intricati e ritmiche schizoidi, e c&#8217;è un delizioso spirito old school che fa venire in mente alcune delle formazioni più misconosciute e peculiari degli anni &#8217;80, come gli Anacrusis e i Watchtower, anch&#8217;essi passati alla storia per aver innestato il linguaggio del progressive nelle forme più estreme di heavy metal (o, almeno, quelle che all&#8217;epoca erano considerate tali). Prima di correre a recuperare i due full finora pubblicati dai Vektor (<strong><em>Black Future</em></strong> e <strong><em>Outer Isolation</em></strong>, risalenti rispettivamente al 2009 e al 2011), siete quindi invitati a fare la loro conoscenza ascoltando l&#8217;ep dal vivo di due tracce scaricabile a questo <a href="http://www.scionav.com/event/503/Oceano,-Vektor,-Bonded-By-Blood,-White-Wizzard#!collection/1376/Label-Showcase---Earache-Records" target="_blank">link</a>. Buon ascolto e fatemi sapere.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/VY6XfrC8vDg?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29121/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29121/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29121&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">romainjazz</media:title>
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			<media:title type="html">vektor</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Intervista ai CENTVRIAN</title>
		<link>http://metalskunk.com/2013/05/02/intervista-ai-centvrian/</link>
		<comments>http://metalskunk.com/2013/05/02/intervista-ai-centvrian/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 May 2013 09:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Centvrian]]></category>
		<category><![CDATA[death metal]]></category>
		<category><![CDATA[gente che non le manda a dire]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[papaveri e sberle]]></category>
		<category><![CDATA[Rob Oorthius]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo intervistato per voi, o fedelissimi disgraziati, Rob Oorthuis, chitarrista e membro originario dei Centvrian, ponendogli qualche domandina sul futuro del metallo della morte e su cosa ne pensa di alcuni temi caldi dell&#8217;attualità, tipo Illud Divinum Insanus. Buona lettura: Salve ragazzi, come vanno le cose? Sarete felici di essere nuovamente in scena. È bello [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29011&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/centvrian_band.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-29095" alt="centvrian_band" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/centvrian_band.jpg?w=600&#038;h=431" width="600" height="431" /></a></p>
<p>Abbiamo intervistato per voi, o fedelissimi disgraziati, <strong>Rob Oorthuis</strong>, chitarrista e membro originario dei <strong>Centvrian</strong>, ponendogli qualche domandina sul futuro del metallo della morte e su cosa ne pensa di alcuni temi caldi dell&#8217;attualità, tipo <a title="MORBID ANGEL – Illud Divinum Insanus (Season Of Mist)" href="http://metalskunk.com/2011/06/14/morbid-angel-illud-divinum-insanus-season-of-mist/" target="_blank"><em>Illud Divinum Insanus</em></a>. Buona lettura:</p>
<p><strong>Salve ragazzi, come vanno le cose? Sarete felici di essere nuovamente in scena.</strong><br />
È bello essere tornati, c&#8217;era bisogno dei <strong>Centvrian</strong>.</p>
<p><strong>Sono passati diversi anni dall&#8217;ultimo album, <em>Liber Zar Zax</em>. È stato difficile ritrovare l&#8217;armonia per produrre un nuovo lavoro? Come si è svolto il processo di songwriting?</strong><br />
Ci conosciamo da 16 anni e posso affermare che questo aiuta molto per andare d&#8217;accordo nella band. Io scrivo sia la musica che i testi, mentre Seth (Van de Loo n.d.L.) si occupa di stendere le linee vocali. Gli altri ragazzi completano il lavoro con le loro idee. Personalmente mi sono dovuto abituare a vedere Seth dietro le pelli, il che è senza dubbio un fattore positivo essendo un modo di scoprire nuove possibilità. Ora possiamo suonare ciò che vogliamo, l&#8217;unico limite è la nostra immaginazione mentre nel passato eravamo confinati da alcune restrizioni, musicalmente parlando.</p>
<p><strong><a href="http://metalskunk.com/2013/02/13/centvrian-contra-rationem-listenable/" target="_blank">C<em>ontra Rationem</em></a> è un album devastante, senza dubbio: la scuola americana è saggiamente combinata con quella europea. Quali sono le vostre principali influenze nello scrivere la musica? Sono cambiate dall&#8217;inizio della vostra carriera?</strong><br />
Siamo legati soprattutto al death metal degli anni &#8217;90, la roba con cui siamo cresciuti: <em><strong>Blessed Are The Sick</strong></em> e <em><strong>Legion</strong></em> sono le influenze preminenti.</p>
<p><strong>Seguite la scena moderna? Quali sono, secondo voi, i nuovi arrivati più meritevoli d&#8217;attenzione?</strong><span id="more-29011"></span><br />
Non sono il tipo di persona che controlla granché quello che succede in giro. L&#8217;unica band &#8220;nuova&#8221; che davvero apprezzo sono i <a href="http://metalskunk.com/2013/03/11/portal-vexovoid-profound-lore/" target="_blank"><strong>Portal</strong></a>, dall&#8217;Australia.</p>
<p><strong>Oggigiorno il death metal è un genere ben consolidato, che a volte riesce ad emergere dal suo status di musica underground. La vedete come una cosa positiva o preferivate i tempi in cui questa musica era roba per pochi?</strong><br />
Il death metal è nato per essere underground, fatto ed abbracciato solo da chi si affida alla morte. Sì, preferivo il passato.</p>
<p><strong>L&#8217;Olanda ha dato alla luce alcune delle band più importanti per il death metal (<a href="http://metalskunk.com/2012/02/28/asphyx-deathhammer-century-media/" target="_blank">Asphyx</a> e Sinister, giusto per nominarne un paio). Come se la passa la scena lì da voi al momento? Si è evoluta, ad esempio, in termini della capacità di emergere e farsi un nome oppure no?</strong><br />
L&#8217;unico miglioramento nella scena olandese è il ritorno dei <strong>Centvrian</strong> (e un bel sticazzi no? n.d.L.).</p>
<p><strong>Questo ve lo devo chiedere: cosa pensate del nuovo album dei Morbid Angel, <em>Illud Divinum Insanus</em>?</strong><br />
Amo quel lavoro, e non solo musicalmente. Sarei curioso di sapere se altre band hanno la stoffa per scrivere canzoni come<em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=THrulIy-Ri4" target="_blank"> Existo Vulgorè</a></em> o <em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=BgJtFJcXHVw" target="_blank">Mea Culpa</a></em>.</p>
<p><strong>State pianificando qualche tour per promuovere <em>Contra Rationem</em>? Avremo la possibilità di vedervi in Italia?</strong><br />
Suoneremo il più possibile. Non siamo mai stati in Italia, ma ci verremo qualora ricevessimo una buona offerta. Ho visitato personalmente Roma nel 2010, ho adorato la cripta dei cappuccini.</p>
<p><strong>Grazie per la tua attenzione, chiudi l&#8217;intervista come preferisci.</strong><br />
Hail Death!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29011/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29011/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29011&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perché sì</title>
		<link>http://metalskunk.com/2013/05/01/perche-si/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 07:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>metalskunk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roba varia]]></category>
		<category><![CDATA[The Gathering]]></category>

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		<description><![CDATA[La redazione di Metal Skunk e la donna più bella dell&#8217;universo vi augurano un lieto 1 maggio, ovunque voi siate:<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29099&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La redazione di Metal Skunk e la donna più bella dell&#8217;universo vi augurano un lieto 1 maggio, ovunque voi siate:</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/TlADA0usR-Y?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29099/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29099/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29099&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>TRAIL OF TEARS – Oscillation (Massacre Records)</title>
		<link>http://metalskunk.com/2013/04/30/trail-of-tears-oscillation-massacre-records/</link>
		<comments>http://metalskunk.com/2013/04/30/trail-of-tears-oscillation-massacre-records/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 09:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Ferri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gomitini-gomitini compiaciuti]]></category>
		<category><![CDATA[gothic metal]]></category>
		<category><![CDATA[gotico pipparolo]]></category>
		<category><![CDATA[Oscillation]]></category>
		<category><![CDATA[Trail Of Tears]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche anno fa mi capitò, per puro caso, di beccare in televisione Streets of Fire di Walter Hill. Di norma i musical (o quasi-musical, come nel caso del film in oggetto) mi entusiasmano quanto il campionato indiano di cricket, se poi al musical si aggiungono contesti urbani e sottoculture delinquenziali il mio interesse scema lentamente [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29070&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/tot-oscillation-600.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-29073" alt="ToT-Oscillation-600" src="http://metalshock.files.wordpress.com/2013/04/tot-oscillation-600.jpg?w=540&#038;h=540" width="540" height="540" /></a></p>
<p>Qualche anno fa mi capitò, per puro caso, di beccare in televisione <em><strong>Streets of Fire</strong></em> di <strong>Walter Hill</strong>. Di norma i musical (o quasi-musical, come nel caso del film in oggetto) mi entusiasmano quanto il campionato indiano di cricket, se poi al musical si aggiungono contesti urbani e sottoculture delinquenziali il mio interesse scema lentamente verso lo zero assoluto. Ma, trattandosi di un film di Walter Hill, uno la chance gliela concede a priori, senza se e senza ma. Autorevolezza del regista a parte, <em>Streets of Fire</em> rimane una discreta boiata (che, tra l’altro, rischiò pure di affossare la carriera di Hill come regista dopo il terrificante flop al botteghino), impregnata di spirito ottantiano &#8211; qualunque cosa possa significare &#8211; nel senso più deteriore possibile. Perché, allora, ve ne sto parlando? Perché nel film c’era un gruppo fittizio, i <strong>Fire Inc.</strong> , che suonava un paio di canzoni durante un concerto ed io, che pure guardo spesso con disprezzo agli anni ottanta, rimasi folgorato da una delle due. Sigla. <span id="more-29070"></span></p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='600' height='368' src='http://www.youtube.com/embed/8knq1RLWEgo?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Secondo wikipedia, questa roba qui è <em>wagnerian rock</em>, un genere le cui caratteristiche stilistiche, presumo, si possono racchiudere in “trascinare tutto fino al parossismo facendoti credere che stia sempre per arrivare il ritornello e spossarti fisicamente e mentalmente in un’estasi erotica di suoni”. Per qualche motivo, le prime note del nuovo e ultimo (?) disco dei <strong>Trail of Tears</strong> mi hanno riportato alla mente proprio i Fire Inc. ma, proprio come nel film, la piccola goccia d’acqua non basta a fare la differenza nel mare di sterco in cui si ritrova a galleggiare.<br />
Non gioca a loro favore il fatto di suonare il genere meno amato dalla redazione di Metal Skunk e da qualsiasi metallaro che non abbia un passato recente da fan di Christina Aguilera, in compenso gioca molto a loro sfavore l’aver composto, ormai una decina d’anni fa, <em><strong>A New Dimension of Might</strong></em>. Ecco, più o meno da quel disco li avevo completamente persi di vista, nonostante lo ricordi con grande affetto come uno degli album più sboronamente pomposi mai ascoltati in vita mia, un vero e proprio tripudio di tastiere, sovraincisioni vocali e chi più ne ha più ne metta. Sono andato a riesumare la discografia del gruppo (per le vicende biografiche e le nuove polemiche con la cantante, <strong>Cathrine Paulsen</strong>, vi rimando<a href="http://metalskunk.com/2013/03/12/gente-allegra-il-ciel-laiuta-nuovi-singoli-di-amorphis-trail-of-tears-e-october-tide/"> all’articolo di Ciccio</a>) e ne ho dedotto che, da <em><strong>Free Fall Into Fear</strong></em> in poi, i Trail of Tears siano precipitati in un pozzo senza fondo spinti dall’egomania di<strong> Ronny Thorsen</strong>. Sciolti i rapporti con il resto del gruppo, il cantante-leader illuminato ha potuto spostare definitivamente il baricentro della band verso quel gothic metal tanto caro agli under 16, realizzando una serie di dischetti soporiferi per appagare la propria anima da rocker dannato e crepuscolare. Un po’come quando Dario Argento ha smesso di farsi produrre i film dal fratello, anche il buon Ronny deve essersi trovato nella situazione in cui nessuno osava più contraddirlo e lui faceva il classico, compiaciuto, gomitino-gomitino ad un gruppo di musicisti silenziosamente esterrefatti di fronte all’Orrore. Che poi, magari, cose melodrammatiche tipo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=L10JmcVgyZg"><em><strong>Lost in Life</strong></em></a> e la title track o pezzi frizzanti quanto un singolo di Avril Lavigne  (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=9s9IryZ01iY"><em><strong>Scream Out Loud</strong></em></a>) rappresentano il non plus ultra per un fan del gothic metal mentre per un buon novanta per cento dei visitatori del blog questa roba qui è buona giusto per passare in heavy rotation su Mtv. E avrebbero ragione entrambi. (Mattteo Ferri)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/metalshock.wordpress.com/29070/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/metalshock.wordpress.com/29070/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=metalskunk.com&#038;blog=12881024&#038;post=29070&#038;subd=metalshock&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">nekrobear</media:title>
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