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E insomma, si diceva di come i Converge si spatasciano al suolo alla fine di ogni concerto. La catarsi, amici miei. Roba che non possiamo capire noi che facciamo le corna ad ogni rombo di motore che sentiamo nell’aria.
La band l’avevamo lasciata con il devastante split con i Dropdead, quel dischetto vinilico contenente i famigerati due pezzi dalle chitarre ronzanti. Da un lato la rinnovata ed estenuante paranoia dei bostoniani, dall’altro il solito accorato appello a non mangiare la carne, bere latte, friggersi uova e manco a suggersi il pollice. Poi, vabbè, è chiaro che svieni in metro. Allora lì non lamentarti.
La band qualche giorno fa ha suonato a Brooklyn e Washington, come potete notare di sotto, e non è detto che in mezzo al frastuono celestiale del loro hardcore con gli occhiali non riusciate a scoprire pezzi in anteprima. Vabbè, uno si chiama No Light Escapes (mica Dicitengello Vuje) e lo trovate tomo tomo cacchio cacchio, gli altri (che dovrebbero portare i nomi di Aimless Arrow ed Empty On The Inside) forse neanche ci sono nell’altro video ma, tranquilli, tanto il prossimo disco sarà uguale agli ultimi tre come minimo.
Ora vado, mi si fredda lo yak al forno.
Tema: Vigilance di The Theme Foundry.
Con buona pace di Kurt Ballou (Che mi ha sempre ricordato Balù del libro della giungla, non so perché) io tra poco mangio pollo e patate al forno. Ciao Kurt, ti vogliamo bene.