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TRIPTYKON – Eparistera Daimones (Century Media)

7 aprile 2010

Personaggio cardine per il metal estremo mondiale, Tom Warrior è da tempo riconosciuto come il massimo ispiratore dell’intera scena black metal. Consapevole dello status raggiunto il fiero Tom si permette alla veneranda età di 47 anni di impartire una vera e propria “lesson in violence” ai suoi discepoli e potenziali contendenti. Per sua stessa ammissione l’autore tende a misurarsi e identificarsi con il genere che egli ritiene sua diretta progenie dandone la sua personale idea e interpretazione, questo ovviamente non vuol dire che in “Eparistera Daimones” si trovino blastbeat o lo stile canoro propriamente black, è l’ideologia sottostante l’intero progetto Triptykon ad essere profondamente nera: una discesa nell’oscurità che è al contempo ricerca di marciume, redenzione ed elevazione. Frutto di una visione apocalittica l’album è a tutti gli effetti la prosecuzione del mostruoso (quanto inaspettato) monolite chiamato “Monotheist” ad opera Celtic Frost. Mid tempo opprimenti carichi di violento malessere narrano con crudezza i tormenti dell’anima (“Abyss Within My Soul”), una pesantezza furibonda gravida di cattivi presagi fa da filo conduttore di un dipinto che rappresenta un paesaggio senza raggi di sole e/o speranza (vedi “Descendant”). La tensione è continua e prolungata, spezzata solo verso il finale dalla dolcezza perversa e poco rassicurante di “My Pain”, ma questa è solo una sorta di introduzione prima dello spaventoso finale affidato a “The Prolonging”, mini-opera di venti minuti che (come  Totengott in Monotheist) comunica asprezza e misticismo (inteso come rapporto consapevole – e dannato – con la divinità). Nota a latere: “Eparistera Daimones” avrebbe potuto tranquillamente essere licenziato come un album a nome Celtic Frost senza che nessuno (in tempi di vere o presunte reunion) avesse potuto storcere il naso, si è preferito chiudere quel capitolo e continuare con un nuovo nome. Per alcuni personaggi la parola integrità non è solo un motto da dare in pasto alle press agencies, Tom Warrior è uno di questi. (Stefano Greco)

5 commenti leave one →
  1. The Ripper permalink
    7 aprile 2010 14:04

    A dir poco un disco sublime!

  2. Daniele permalink
    8 aprile 2010 22:59

    Un capolavoro che mi ha fatto ancora una volta emozionare…

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